Negli ultimi anni il mercato dell’equity crowdfunding si è aperto a numerose asset class alternative. Fra queste, l’immobiliare rappresenta da sempre un’opzione particolarmente interessante, grazie alla capacità di coniugare stabilità e rendimento. Ma non tutte le operazioni immobiliari sono uguali. In particolare, il modello del crowdfunding immobiliare a reddito sta emergendo come una soluzione pensata per chi cerca investimenti più prevedibili, sicuri e accessibili.
Immobiliare: sviluppo o reddito? Due logiche a confronto
Chi investe in real estate si muove tradizionalmente lungo due linee:
- Operazioni a sviluppo: acquistare, ristrutturare e rivendere un immobile in tempi brevi, con l’obiettivo di ottenere una plusvalenza. Più dinamiche, ma anche più esposte al rischio di mercato e ai tempi di realizzazione.
- Operazioni a reddito: acquistare immobili già locati e incassare i canoni di affitto, generando flussi di cassa regolari e costanti nel tempo. Il valore dell’immobile resta in portafoglio e il rendimento arriva principalmente dai contratti di locazione.
È proprio quest’ultimo modello, da sempre appannaggio di fondi istituzionali e family office, che oggi il crowdfunding sta rendendo accessibile a un pubblico più ampio.
Il caso Hestia: la prima operazione italiana di crowdfunding immobiliare a reddito
Mamacrowd, piattaforma italiana di equity crowdfunding parte del Gruppo Azimut, ha avviato il primo progetto nazionale di questo tipo: Hestia. L’operazione ha riguardato l’acquisizione di una caserma dei Vigili del Fuoco a Roma, attualmente affittata al Ministero dell’Interno tramite contratto pubblico.
Alcuni numeri chiave dell’operazione:
- dividendo annuo atteso del 4%, erogato attraverso i canoni di affitto già in essere
- rendimento IRR atteso pari al 10% su un orizzonte di 10 anni
- possibilità di exit anticipata al 3°, 6° o 10° anno
- gestione affidata a Elaia Spa, società con 35 anni di esperienza e 53 milioni di patrimonio gestito
- investimento minimo di 5.000 euro
La campagna ha superato il milione di euro raccolti, dimostrando un forte interesse da parte del pubblico, anche non professionale.
Perché il crowdfunding immobiliare a reddito può rappresentare un’alternativa interessante
L’introduzione di questo modello punta a democratizzare un settore storicamente riservato a pochi investitori:
- Accessibilità: importi d’ingresso contenuti e gestione completamente passiva.
- Stabilità: asset già affittati, contratti pubblici e flussi di cassa regolari.
- Diversificazione: possibilità di inserire il real estate a reddito all’interno di un portafoglio di investimenti alternativi.
Come sottolinea Maurizio de Gregorio, CEO di Mamacrowd:
“Vogliamo offrire anche agli investitori non professionali strumenti solidi, legati all’economia reale, con rendimenti prevedibili e profilo di rischio contenuto”.
Le prossime operazioni in pipeline
Dopo il buon esito di Hestia, Mamacrowd ha annunciato che sono già in valutazione due ulteriori operazioni immobiliari a reddito, attualmente in fase di due diligence e previste entro la fine del 2025.









