Un mercato in consolidamento a livello globale
Il crowdfunding immobiliare, dopo la forte espansione degli anni scorsi, sta entrando in una fase di consolidamento. A fine 2024, il volume cumulato mondiale ha raggiunto i 54,3 miliardi di euro, con il Nord America in testa (29,4 miliardi) e l’Europa in costante crescita oltre i 20 miliardi (+29% in un solo anno).
In Europa, la Francia guida con circa 6 miliardi raccolti, seguita da Regno Unito (3 miliardi), Germania (2,1 miliardi), Spagna e Paesi Bassi (1,2 miliardi ciascuno). Estonia sorprende con 1,1 miliardi, davanti all’Italia, che a luglio 2025 ha superato quota 850 milioni. In totale, sono stati attivati più di 32mila progetti nel continente, con l’Estonia e la Francia al vertice per numero di campagne.
Questa fase è segnata da una progressiva maturazione: meno corse ai volumi e più attenzione alla qualità delle operazioni, complice anche l’applicazione del regolamento europeo ECSP che ha uniformato il quadro normativo e rafforzato la fiducia degli investitori.
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L’Italia cresce del 46% in un anno
Il dato più rilevante riguarda il mercato italiano: nel 2024 la raccolta ha raggiunto i 300 milioni di euro, segnando un +46% rispetto al 2023. Complessivamente, dal lancio del settore, le campagne hanno superato le 2mila, con una raccolta cumulata che ha oltrepassato gli 850 milioni a metà 2025.
La soglia simbolica del miliardo appare ormai a portata di mano entro la fine dell’anno. La spinta arriva soprattutto dal lending, che nel 2024 ha rappresentato oltre il 70% del totale, anche se nel primo semestre 2025 si osserva una crescita del peso dell’equity, salito al 38%.
Il mercato si caratterizza per un’ampia diversificazione dei ticket di ingresso: alcune piattaforme partono da 50–100 euro, mentre altre, soprattutto sul fronte equity, richiedono investimenti minimi da 5.000 euro, rivolgendosi a un target più sofisticato.
Residenziale protagonista, equity in crescita
In Italia, l’80% dei progetti riguarda il comparto residenziale, mentre il 15% è legato al commerciale. La maggior parte degli interventi è orientata alla ristrutturazione (70%), con una quota minore di nuove costruzioni (25%).
Ad oggi sono attive 22 piattaforme verticali sul real estate: alcune con approccio generalista, altre più specializzate. Non tutte hanno già ottenuto la licenza europea ECSP, ma la direzione è chiara: consolidare il mercato con regole trasparenti e solide basi di crescita.
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Uno sguardo al futuro
Secondo le analisi, l’Italia potrebbe raggiungere il miliardo di raccolta entro la fine del 2025. Un traguardo che segna non solo la crescita di un comparto, ma anche la sua trasformazione in un settore più maturo, in grado di attrarre capitali con modelli sostenibili e progetti di maggiore qualità.








