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Startup e investimenti: cosa ha cambiato la nuova legge sulla concorrenza

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Pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 17 dicembre, la nuova Legge annuale per il mercato e la concorrenza ha introdotto una serie di novità che impattano direttamente sul mondo delle startup innovative, degli investitori e degli incubatori certificati. Il provvedimento agisce su più fronti: modifica i requisiti per ottenere e mantenere lo status di startup innovativa, aggiorna il sistema di incentivi fiscali e introduce misure per favorire investimenti privati e istituzionali.

Requisiti più selettivi per le startup innovative

La legge chiarisce che, per accedere allo status di startup innovativa, l’impresa deve essere una micro, piccola o media impresa (MPMI) e non deve avere come attività prevalente quella di agenzia o consulenza. La permanenza nella sezione speciale del Registro delle Imprese è strutturata in più fasi:

  • Primo triennio: iscrizione automatica
  • Proroga fino a 5 anni: solo se è soddisfatto almeno uno dei seguenti criteri:
    • spese in R&S pari almeno al 25%
    • contratto di sperimentazione con una PA
    • incremento del 50% dei ricavi o dell’occupazione tra il secondo e terzo anno
    • riserva patrimoniale > 50.000 € da investitori qualificati, più R&S ≥ 20%
    • ottenimento di almeno un brevetto
  • Ulteriori proroghe (fino a +4 anni): servono condizioni più selettive, tra cui:
    • aumento di capitale > 1 milione € da OICR
    • crescita annua dei ricavi superiore al 100%

Sono previste anche norme transitorie per le startup già iscritte: quelle registrate da oltre 18 mesi dovranno soddisfare i nuovi criteri entro 12 mesi dalla fine del triennio, mentre per le altre il termine è di 6 mesi.

Incentivi fiscali potenziati: IRPEF, IRES e regime “de minimis”

Il provvedimento rivede gli incentivi fiscali per chi investe in startup innovative:

  • Incentivi IRPEF/IRES al 30%:
    • validi per i primi 5 anni di vita della startup
    • non applicabili se l’investitore acquisisce partecipazioni > 25% o è fornitore della startup con ricavi > 25% dell’investimento
  • Regime “de minimis”:
    • dal 2025, detrazione IRPEF aumentata dal 50% al 65%
    • valida solo se la startup è nei primi 3 anni di iscrizione
    • restano le esclusioni per partecipazioni > 25% o forniture rilevanti
    • la detrazione non decade in caso di cessione indipendente dalla volontà dell’investitore
    • in caso di convertendo, la detrazione si applica al bonifico, se iscritto a riserva
    • non più applicabile alle PMI innovative

Incubatori e acceleratori: nuove definizioni e incentivi

Cambia anche la disciplina relativa a incubatori e acceleratori certificati. Dalla nuova definizione rientrano anche le entità che svolgono attività di supporto o accelerazione. Viene istituita una sezione apposita del Registro delle Imprese per accoglierli.

Dal 2025, queste realtà possono beneficiare di un credito d’imposta pari all’8% sull’importo investito in startup innovative, anche tramite OICR o veicoli societari. L’investimento agevolabile ha un tetto di 500.000 € annui e deve essere mantenuto per almeno tre anni, pena la decadenza del beneficio.

Misure per attrarre capitali istituzionali e stranieri

Tra le disposizioni più strategiche, la legge introduce nuove leve per attrarre capitali:

  • Investitori istituzionali: gli enti previdenziali continueranno a beneficiare dell’esenzione fiscale sui capital gain solo se destinano almeno:
    • 5% dei loro investimenti qualificati ai fondi VC dal 2025
    • 10% dal 2026
  • Investitori stranieri: il regime dell’Investor VISA viene esteso. Dal 2024 include anche chi investe almeno 500.000 € in fondi di venture capital, oltre che in imprese italiane o startup innovative.

Una legge orientata alla crescita dell’ecosistema

La Legge annuale per il mercato e la concorrenza rappresenta un passo deciso verso un ecosistema dell’innovazione più solido e attrattivo. La revisione dei requisiti per le startup, gli incentivi fiscali migliorati e l’estensione delle agevolazioni a nuovi attori come incubatori e investitori esteri confermano un orientamento normativo chiaro: favorire la crescita delle imprese innovative, facilitare l’accesso ai capitali e valorizzare strumenti come l’equity crowdfunding.