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Trend e Ispirazioni sull’equity crowdfunding

Blu Martin Yachts: l’azienda alla conquista del mare con un design accattivante made in Italy 

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andrea arnone blu martin yachts

Indice

Blu Martin Yatchts è un prestigioso cantiere nautico con 20 anni di storia specializzato nella progettazione e costruzione di yachts dai 13 ai 18 metri. Il design e la ricerca dei materiali sono gli elementi distintivi dell’azienda.

Abbiamo intervistato Andrea Arnone, Presidente di Blu Martin Yatchts, che ci ha raccontato maggiori dettagli sul brand e sulla campagna di equity crowdfunding da qualche giorno attiva su CrowdFundMe.

Puoi condividere la storia di Blu Martin Yachts e come è iniziata la nuova fase con l’acquisizione da parte di Mediterranean Phoenix SpA?

Andrea Arnone, Presidente di Blu Martin Yachts

BMY nasce nel 2000 su iniziativa di Franco Mauri, un noto costruttore nautico brianzolo che aveva il desiderio di creare un cantiere artigianale che permettesse ai clienti di poter personalizzare al massimo la propria barca. Una curiosità è legata al nome del cantiere Blu Martin perché questo è legato al nome della sua prima figlia: Martina.

Nel primo decennio degli anni 2000, l’azienda vive il suo momento di maggior successo e notorietà. Il marchio diventa presto sinonimo di bellezza, qualità e design innovativo tanto da ricevere importanti commesse dal mondo dell’imprenditoria, dello spettacolo e dello sport. Nel 2009, Carlo Ancelotti, allora allenatore del Chelsea FC, acquistò un SeaTop 55 (16,76m) mentre un S.T. 13.90 (46) venne consegnato al noto imprenditore Roberto Cavalli. È stato quello il periodo nel quale il cantiere vendeva n. 10-12 imbarcazioni all’anno.

Nel 2012 la crisi internazionale della nautica che colpì principalmente il segmento delle imbarcazioni da diporto, peraltro inasprita in Italia dalla «supertassa» sulle barche di lusso introdotta dal Governo Monti, travolse la domanda di imbarcazioni da diporto ponendo in grande difficoltà il Cantiere che si vide costretto ad arrestare la produzione nel 2016. 

Nel 2021 alcuni soci di Mediterranean Phoenix, una Holding di partecipazione, rilevarono il brand, fondando la Blu Martin Yachts Srl che segnò così una rinascita per lo storico Cantiere. MPX, affidandosi ad un team di managers e progettisti d’esperienza, pur mantenendo il DNA Blu Martin ha rilanciato la produzione con nuove linee aprendosi a nuovi mercati. In particolare l’attenzione è rivolta al mercato USA. 

Con MPX, Blu Martin diventa inoltre start up innovativa, sviluppando e promuovendo progetti innovativi per il settore permettendo così agli investitori che desiderano partecipare all’aumento di capitale attualmente in corso di poter ottenere un credito di imposta del 30% su quanto investito.

In che modo Blu Martin Yachts si posiziona come un cantiere all’avanguardia nel settore della nautica?

L’obiettivo è quello di riposizionare Blu Martin sul mercato del diporto, come cantiere boutique. Vogliamo essere riconosciuti come costruttori di imbarcazioni sport/cruise caratterizzate da un design con linee chiare ed accattivanti. I dettagli sono opera di artigianato, i materiali usati provengo dal territorio. Blu Martin non è semplicemente un cantiere costruttore ma è una famiglia, una vera community per i suoi armatori.

Puoi condividere dettagli sui progetti innovativi attualmente in fase di sviluppo o previsti nel vostro piano industriale?

Attualmente stiamo sviluppando un modello Full Electric Luxury tender con interni totalmente custom e materiali di pregio, il tutto eco-sostenibile. Questo potrà essere utilizzato anche nei laghi e nelle lagune dove le distanze sono ridotte e dove l’ambiente ne può beneficiare in maniera sensibile.

È attiva la vostra campagna di equity crowdfunding, quali opzioni di Exit state considerando e quali fattori influenzeranno la scelta finale?

La Holding di partecipazione che ha rilevato il cantiere segue un processo molto semplice:

  • seleziona aziende in difficoltà ma con grandi potenzialità
  • investe in modo diretto o raccogliamo capitali così da avere la governance
  • rilancia creando valore implementando e migliorando la gestione dell’azienda in tutti i suoi processi (dagli acquisti alla produzione alla commercializzazione, all’attenzione verso i principi ESG ecc…)
  • cede infine l’azienda in un arco temporale che mediamente va dai 3 ai 5 anni.

La Exit dunque la prevediamo in un arco temporale che va dai 36 ai 60 mesi. 36 mesi per non perdere i vantaggi fiscali che gli investitori hanno partecipando ad una startup innovativa che consente di beneficiare di un credito di imposta pari al 30% di quanto investito, se però  questo viene mantenuto per un minimo di 36 mesi. Un’ exit alternativa potrebbe essere quella di un’IPO sull’Euronext Growth di Milano. 

Come intendete utilizzare i capitali raccolti attraverso questa operazione? 

In un cantiere nautico ci sono moltissime esigenze finanziarie. Noi abbiamo individuato 3 ambiti principali:

  • la partecipazione ai saloni nautici di Genova e Cannes a settembre e a quello di Miami a febbraio del prossimo anno
  • l’acquisto degli stampi per la coperta di un nuovo modello da 50 piedi
  • la comunicazione perché vogliamo ridare a BMY l’immagine e il ruolo che le spetta nel panorama della nautica nazionale ed internazionale.

Infine, c’è una lezione che ritieni fondamentale dalla tua esperienza imprenditoriale, e forse un errore che hai commesso e che non ripeterai mai più?

Lavorando sodo si commettono errori tutti i giorni. Pensare di eliminarli è solamente utopia. Ma forse è proprio questa la lezione dalla quale trarre insegnamenti: mai farsi abbattere dagli errori commessi ma imparare da questi per superare sempre nuove sfide. Noi di BMY siamo assolutamente convinti che questa sarà un’avventura meravigliosa, un’avventura di grande successo che si svilupperà quotidianamente imparando proprio dagli errori che inevitabilmente commetteremo. 

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