Cellex: la startup che rivoluziona la produzione di farmaci

Com’è nata Cellex e come si compone?

Cellex è nata nel 2018, da un’idea risalente a qualche anno prima, legata alla mia pregressa carriera universitaria e alla mia esperienza nell’industria biomedica. È stata fondata grazie al supporto della Regione Lazio che ha finanziato l’iniziativa quando era ancora nella sua fase embrionale.

Cellex ha come scopo lo sviluppo e la diffusione sul mercato di un’idea semplice, innovativa ed estremamente efficiente nel campo delle colture cellulari sospese, che sono la base per la produzione di alcuni farmaci.

In breve tempo, la Cellex ha coinvolto altre tre figure importanti, Giacomo Di Benedetto, il nostro CTO, Kasia Kolacz, la nostra CFO, e Pieter Van der Poel, il nostro CMO, oltre a diversi collaboratori a vario titolo provenienti da nove diversi Paesi europei.

Stiamo crescendo rapidamente e con grande determinazione. Oggi Cellex è sostenuta e sponsorizzata anche dalla Commissione Europea, dal Ministero dell’Economia e Finanze e dalla rete europea EEN. Ha un valore stimato di 14 milioni di euro e prevede di raggiungere un turnover di oltre 100 milioni di euro entro i prossimi 5 anni.

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Cos’è “Suspence”?

Alcuni farmaci fondamentali, per esempio l’insulina e i vaccini, vengono prodotti utilizzando cellule di vario tipo. Per semplificare, sono le cellule a produrre quei farmaci per noi. A questo scopo, vengono coltivate all’interno di appositi dispositivi industriali detti bioreattori, che forniscono loro gli stimoli necessari a produrre le molecole di cui abbiamo bisogno.

Nel processo di produzione del farmaco, lo stadio della coltura cellulare è il più critico, il meno efficiente, perché coinvolge oggetti delicati come le cellule. Il 40% circa dei costi di produzione del farmaco sono legati alla coltura cellulare.

Suspence” (acronimo per “Suspension Environment for Cell Culture” è una trovata furba che aumenta drasticamente l’efficienza di quello stadio e, in media, produce il 190% di farmaco in più rispetto al miglior concorrente. Nel caso particolare in cui servono cluster cellulari, ovvero gruppi sferoidali di cellule aggregate utili nello screening di farmaci antitumorali, solo il 6% dei cluster prodotti nel miglior dispositivo concorrente sono poi utili per lo scopo finale.

“Suspence” raggiunge il 56%, un miglioramento di quasi 10 volte.

Cosa rende “Suspence” diverso dagli altri dispositivi con le stesse ambizioni?

Tutti i dispositivi che si usano per coltivare cellule nei processi di produzione dei farmaci hanno dei difetti che li rendono inefficienti. Alcuni agitano le cellule nel fluido di coltura con delle palette, come frullatori, rompendole. Altri oscillano o ruotano, ma sono sistemi chiusi, che “asfissiano” le cellule, perché non apportano ossigeno e nutrienti sufficienti.

In “Suspence” un fluido viene pompato in una camera dal fondo, solleva le cellule e le confina in una zona di coltura. Poi, all’esterno, viene arricchito di ossigeno e nutrienti e rientra nella camera. In questo modo, le cellule vengono coltivate gentilmente, sostenute semplicemente dal passaggio del fluido, senza stress che possano romperle, e vengono loro forniti l’ossigeno e i nutrienti di cui hanno bisogno.

Insomma, lo stesso fluido che le sospende porta loro ossigeno e nutrienti. Due problemi, un’unica soluzione.

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Quali sono gli ambiti di applicazione pratica sui quali “Suspence” può fare la differenza?

Sono molti. Mi limito ad elencarne alcuni. Il risparmio che “Suspence” assicura nella produzione di farmaci sta tra il 21% e il 36%. Ciò si traduce in una riduzione fino al 50% del prezzo finale del farmaco.

Il valore del mercato mondiale dell’insulina è di circa 40 miliardi di dollari, quello dei vaccini circa 33 miliardi. Basta dividere queste cifre a metà per capire l’impatto potenziale di questa tecnologia.

Senza contare che un prezzo competitivo renderebbe accessibili questi farmaci ai mercati svantaggiati, come ad esempio il Centro Africa.

Nel campo dei farmaci antitumorali, l’ampia disponibilità di cluster cellulari assicurata da “Suspence” per il loro screening, oltre ad abbattere i costi di sviluppo, permette di escludere a priori farmaci poco promettenti prima di ricorrere al modello animale, riducendo il numero di animali che è necessario impegnare nei test.

Da cosa è nata l’idea di avviare una campagna di Equity Crowdfunding?

La tecnologia medica e scientifica che ha condotto la nostra civiltà al progresso di cui tutti godiamo, soprattutto nel campo della salute, è un patrimonio di tutti.

L’idea del crowdfunding nasce innanzitutto dal voler condividere la nostra iniziativa col grande pubblico, malgrado la sfida comunicativa legata al trasmettere argomenti squisitamente tecnici. D’altro canto, la nostra idea ha una ricaduta importante sulla salute pubblica, essendo alla base della produzione di farmaci e presidi medici salvavita.

Al di là di questo, per portare a termine efficacemente la nostra avventura, è indispensabile reperire i fondi necessari per gli investimenti programmati, al fine di commercializzare il prodotto e installare un sito produttivo. Il crowdfunding ci è sembrata un’ottima soluzione per combinare queste due esigenze.

Cosa dovrebbe spingere un investitore a credere nel vostro progetto e quindi finanziarlo?

Cellex è un’azienda di respiro europeo, profondamente innovativa, in rapida crescita e guidata da un team internazionale.
Il suo mercato di riferimento ha un valore annuo complessivo che tocca i 3 miliardi di euro, in crescita del 7% l’anno.

In questo contesto, Cellex ha sviluppato un dispositivo con una capacità di produzione di farmaci tra 2 e 10 volte superiore rispetto ai migliori concorrenti e punta a una penetrazione tra il 5% e il 20% nel mercato dei bioreattori per la produzione dei farmaci.

In Cellex e nel suo prodotto “Suspence” sono concentrati anni di esperienza ed entusiasmo di imprenditori specializzati nel settore, con l’esperienza necessaria a portare a termine con efficacia il programma di sviluppo.

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Cosa immaginate per il futuro di Cellex?

Una volta che il prodotto sarà posizionato sul mercato in maniera solida, cercheremo potenziali acquirenti in grado di rilevare gradualmente Cellex, fino al suo acquisto totale quando le competenze del team dirigente attuale non saranno più necessarie.

Grandi industrie nel campo dei bioreattori e dei farmaci sono già state interpellate ed hanno dimostrato interesse per il nostro prodotto. Entro i prossimi 6 anni, riteniamo di poter vendere l’impresa per un controvalore da 4 a 20 volte quello attuale.

Oltre che su un solido piano finanziario, questa convinzione è basata sull’analisi storica di start-up simili recentemente acquistate da grandi industrie, ottenendo performance simili a quelle programmate per Cellex.

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