Equity Crowdfunding e Coronavirus: perché dovresti investire adesso

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Diversificare gli investimenti è un fattore chiave in un momento di crisi come quello legato all’emergenza Coronavirus: ecco perché l’equity crowdfunding può rivelarsi uno strumento vincente soprattutto in un periodo come questo.



Cos’è l’equity crowdfunding

In generale, con il termine crowdfunding, si intende la possibilità di raccogliere fondi da più persone (crowd) per finanziare la realizzazione di un progetto, configurandosi quindi come una vera e propria forma di investimento collettivo.
Negli ultimi anni tali iniziative si sono moltiplicate con successo, prendendo piede anche in Italia e contribuendo a far nascere progetti che altrimenti difficilmente avrebbero visto la luce.
Per questo motivo molte startup (ma sempre più spesso anche moltissime PMI – Piccole e Medie Imprese) hanno deciso di ricorrere a questa modalità alternativa di finanziamento per avviare e sostenere le proprie attività, andando a definire quella forma particolare di investimenti appunto detti equity crowdfunding.


Equity Crowdfunding: come funziona

Il modello che sta alla base di questa forma di investimenti è quello della partecipazione azionaria: i finanziatori ricevono cioè quote di partecipazione (equity) dell’azienda che decidono di supportare, ma andiamo con ordine.

Quando una startup o una PMI decide di lanciare un progetto di raccolta fondi si avvale di piattaforme di intermediazione autorizzate dalla Consob.

Insieme al business model e ad altre informazioni che possono essere utili agli investitori, le aziende presentano un obiettivo economico da raggiungere, ossia un tetto minimo di fondi raccolti necessari per procedere con l’attuazione del progetto.

Se l’obiettivo minimo viene raggiunto il progetto verrà avviato e gli investitori riceveranno in cambio una partecipazione al capitale sociale dell’impresa. In caso contrario le somme finanziate verranno restituite.

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Perché investire nell’equity crowdfunding

Sebbene non esista una formula magica per determinare a priori la bontà di un investimento, l’equity crowdfunding ha dei vantaggi oggettivi sui quali vale la pena soffermarsi.

  • Diversificazione del portafoglio. Attraverso l’equity crowdfunding gli investitori hanno la possibilità di accedere ad una maggiore diversificazione, puntando su aziende attive in una molteplicità di settori: dalla sharing economy, alla tecnologia, fino al real estate.
  • Investire senza intermediari. Per favorire il finanziamento delle startup innovative la Consob ha deliberato la possibilità per quanti (persone fisiche) volessero impegnare una cifra non superiore ai 500 euro, la possibilità di farlo senza intermediazione bancaria. Il limite per le aziende è invece fissato in 5mila euro.
  • Ritorno doppio sull’investimento. Secondo uno studio di Kauffman Foundation e Nesta, in media il ROI (il ritorno sull’investimento) per chi scommette su una startup è superiore, nei primi quattro anni, di 2.5 volte del totale investito e aumenta (in media) del 100% dopo soli sei mesi
  • Sgravi fiscali. La normativa italiana prevede l’accesso a consistenti incentivi fiscali per gli investitori (sia persone fisiche che giuridiche) che decidono di investire in operazioni di crowdfunding. Tali sgravi sono stati ulteriormente rafforzati proprio a seguito dell’emergenza Coronavirus nel cosiddetto Decreto Rilancio.


Equity Crowdfunding in Italia

L’equity crowdfunding in Italia è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni. Nel 2019 è stato toccato il record di raccolta di oltre 65 milioni di euro di fondi raccolti, con 170 campagne censite e un tasso di successo che tocca il 75% nei primi 6 mesi. Anche nel 2020, nonostante l’emergenza Coronavirus, i numeri segnano una tendenza positiva. 

Secondo i dati di CrowdfundingBuzz (testata edita da EdiBeez srl come BeBeez), quest’anno l’equity crowdfunding in Italia ha raccolto 39 milioni di euro (+40% rispetto allo stesso periodo del 2019 e superiore anche all’intera raccolta del settore nel 2018), tramite 67 campagne. Le campagne hanno avuto una media di 122 investitori, con un investimento medio di 5.600 euro.


Coronavirus: dall’emergenza alla rinascita

Nonostante i mesi del lockdown abbiano segnato un fisiologico rallentamento negli investimenti, è evidente come uno strumento finanziario come l’equity crowdfunding sarà fondamentale per la ripresa del tessuto produttivo post Covid-19, portando capitali privati verso l’economia reale e configurandosi come un’ottima modalità per diversificare i risparmi degli investitori in un momento in cui i mercati azionari tradizionali si caratterizzano per una fortissima volatilità.

“Questa emergenza ha messo ancor più in risalto le forme di finanziamento alternative come strumento per garantire liquidità alle imprese e sostenere l’economia reale e l’innovazione. Molte società ci inviano richieste per valutare i nostri servizi, mentre le aziende che hanno chiuso di recente delle raccolte su CrowdFundMe stanno affrontando con più risorse in questo periodo” spiega Tommaso Baldissera Pacchetti, amministratore delegato di CrowdFundMe, una delle principali piattaforme italiane di equity crowdfunding.


Verso una nuova consapevolezza

Questa emergenza ha, di fatto, evidenziato come le forme di finanziamento alternative siano uno strumento fondamentale per garantire liquidità alle imprese e sostenere l’economia reale e l’innovazione.

Il momento attuale è destinato a incidere profondamente nella vita delle persone, sia livello economico che sociale La digitalizzazione, l’innovazione e la sostenibilità sono aspetti che richiedono importanti investimenti non più rimandabili da parte di tutti gli attori economici e sociali.

L’equity crowdfunding diverrà dunque un canale di finanziamento sempre più importante per le società non quotate e potrà affermarsi ancor di più a livello nazionale.

L’impatto del Coronavirus sull’equity crowdfunding sarà positivo per due motivi: da un lato l’accelerazione della digitalizzazione ha fatto sì che ormai tutti guardino alle piattaforme di investimento come strumenti rodati e affidabili per le proprie operazioni.

Dall’altra parte gli investitori si stanno sempre più rendendo conto della necessità di guardare all’innovazione come una necessità di sbocco inevitabile se si vuole continuare a investire sul futuro.

Siamo di fronte ad una presa di coscienza generalizzata di cui tutto il sistema non potrà che beneficiare.


Decreto Rilancio: nuovi incentivi fiscali per gli investimenti in equity crowdfunding 

Tra le misure previste dal Governo per supportare la ripresa dell’economia italiana dopo l’emergenza Covid-19, il Decreto Rilancio (N.34 maggio 2020), convertito in legge n 77 del 17 luglio 2020, ha previsto numerose misure di sostegno alle startup e alle PMI innovative.


Gli incentivi agli investitori

Il provvedimento ha però riservato un’attenzione particolare agli incentivi fiscali destinati a chi sceglie di investire nelle imprese innovative, innalzando l’importo degli sgravi fiscali dal 30% (già previsto dalle normative precedenti) al 50%.

Secondo la nuova disposizione, le persone fisiche (quindi non quelle giuridiche) che investono fino a €100.000 in un anno in startup innovative, possono detrarre il 50% dell’importo dal proprio imponibile fiscale. 

Un emendamento in sede di conversione ha inoltre esteso la misura anche gli investimenti in PMI innovative, per di più aumentando la soglia annuale a €300.000. Anche in questo caso l’obbligo è di detenere la partecipazione per almeno tre anni.

L’insieme di tali misure conferma quindi non solo quanto il Governo italiano riconosca a startup e PMI un ruolo essenziale nel rilancio dell’economia italiana, ma anche come un periodo storico pur difficile come quello attuale, possa costituire un trampolino di lancio per quelle imprese in grado di proporre progetti che guardino al futuro del Paese nel segno dell’innovazione.

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