Perché il 2021 sarà l’anno dell’Equity Crowdfunding

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L’intero settore del crowdfunding ha conosciuto una importantissima crescita negli ultimi anni e persino il 2020, nonostante le difficoltà dovute all’emergenza da Covid-19, ha segnato un risultato sbalorditivo relativamente alla scelta di canali di investimento alternativi a quelli tradizionali.

È quindi naturale chiedersi quali siano le prospettive dell’equity crowdfunding per il 2021, e se i segnali che si riescono già a scorgere vadano nella direzione di una ulteriore crescita.


2021, l’anno del mercato europeo del crowdfunding.

La più grande novità dell’anno appena cominciato sarà sicuramente il concretizzarsi del mercato unico del crowdfunding a livello europeo.

Risalo infatti allo scorso ottobre l’approvazione da parte del Parlamento Europeo del nuovo regolamento sul Mercato Unico Europeo del crowdfunding che inizierà a realizzarsi proprio dall’anno in corso, con effetti immediati su tutti gli operatori del settore, siano essi piattaforme di crowdfunding, startup o PMI innovative.


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L’intento principale che sta alla base dell’emanazione del nuovo regolamento è anzitutto quello di armonizzare le singole normative nazionali e allo stesso tempo quello di creare un contesto sovranazionale in cui investitori e operatori di settore possano muoversi con maggiore sicurezza e favorendo l’apertura dei mercati.


L’Equity Crowdfunding come canale alternativo di accesso al credito per le imprese.

Gli ultimi anni sono stati caratterizzati, complici e numerose crisi economiche che si sono rapidamente succedute, da un irrigidimento del sistema bancario tradizionale.

Nel corso del tempo le imprese hanno dovuto fare i conti con una crescente difficoltà nell’accesso ai canali di finanziamento tradizionali, costituiti per lo più proprio dalle banche.

La tendenza alla chiusura dei canali di accesso al credito viene ben fotografata dalla terza edizione sullo studio sull’inclusione finanziaria realizzato da Banca Etica.

Il concetto di inclusione finanziaria, nello specifico, si riferisce alle misure messe in campo per facilitare l’accesso ai prodotti finanziari da parte di cittadini e imprese.

È facile quindi intuire come vi sia una forte correlazione tra inclusione finanziaria e facilità di accesso al credito.

Se quindi l’inclusione finanziaria diminuisce, vuol dire che, in generale, tutti i criteri di accesso al credito divengono più rigidi e selettivi e che una parte sempre più ampia di aziende avrà difficoltà a poter beneficiare di un afflusso di denaro derivante dai canali di finanziamento tradizionali.

La tendenza inversa, invece, si registra tra le forme di finanziamento alternative. Il crowdfunding vede negli ultimi anni un ampliamento continuo e progressivo del numero dei finanziatori e delle somme complessivamente investite, andando a caratterizzarsi come un solido canale alternativo per l’accesso al credito.

Tra le forme di finanziamento alternativo per imprese, startup e PMI a farla da padrone continuerà a essere proprio l’equity crowdfunding, ossia la particolare forma di capitalizzazione che trasforma gli investitori in capitale di rischio in veri e propri soci delle aziende che questi decidono di finanziare.

Come abbiamo spesso avuto modo di raccontare sul blog, non solo le piattaforme di equity crowdfunding si stanno progressivamente strutturando per favorire sempre di più l’incontro tra mondo imprenditoriale e investitori, ma nell’annus horribilis del 2020 l’equity crowdfunding è il comparto che ha segnato le crescite maggiori, toccando un + 95% rispetto al 2019.


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