Le nuove regole europee sul crowdfunding. Ecco cosa cambia e perché gli investimenti saranno ancora più sicuri


Il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’Unione Europea hanno varato la nuova regolamentazione relativa ai fornitori di servizi di crowdfunding.

Il quadro normativo di riferimento è costituito dal Regolamento Europeo 1503/2020 e dalla Direttiva1504/2020.


In cosa consiste il nuovo Regolamento Europeo

Il nuovo regolamento sul crowdfunding è un insieme di norme armonizzate a livello europeo che hanno l’obiettivo di semplificare l’accesso a nuove fonti di finanziamento alternative ai canali bancari per imprenditori startupper che avessero intenzione di accedere al crowdfunding attraverso piattaforme on line gestite da fornitori di questi servizi.

La nuova normativa rappresenta un importante passo avanti per uniformare il mercato Europeo in un’ottica transnazionale con l’intento di innalzare il livello di tutela per tutti gli attori coinvolti nei processi di crowdfunding e rendere il mercato europeo più competitivo rispetto ai mercati di Stati Uniti e Cina.

“Il crowdfunding può contribuire a fornire alle PMI l’accesso ai finanziamenti e a completare l’Unione dei mercati dei capitali. Per le PMI, l’impossibilità di accedere ai finanziamenti costituisce un problema anche in quegli Stati membri in cui l’accesso al credito bancario è rimasto stabile durante la crisi finanziaria”.

La nuova regolamentazione avrà validità a partire dal 2021 e quello che si verrà a creare sarà finalmente un mercato unico a livello europeo con caratteristiche omogenee sia in termini di territorialità che di strumenti a disposizione degli operatori del settore.

Oltre alle importanti novità relative alla regolamentazione e omogeneizzazione del mercato europeo, la normativa introduce nuovi limiti agli importi di raccolta sulle piattaforme di crowdfunding. Il nuovo tetto viene fissato in cinque milioni di euro annui, contro gli otto attualmente previsti dalla normativa Italiana. È presumibile comunque che si tratti di una disposizione transitoria e che comunque non andrebbe a incidere significativamente sul mercato del nostro Paese, considerato che la media di raccolta in Italia si attesta intorno ai 400.000 euro annui.

Proprio l’Italia appare essere uno dei Paesi più pronti a recepire le nuove disposizioni, soprattutto proprio relativamente agli obblighi che riguardano più da vicino il settore dell’equity crowdfunding, già allineati alle nuove direttive europee. Ad esempio ci riferiamo all’indicazione europea di prevedere sempre un key investment information sheet (KIIS) nelle offerte di sottoscrizione. Si tratta, in sintesi, di una scheda informativa che le piattaforme di equity crowdfunding sono tenute a fornire ai potenziali investitori al fine di garantire loro di operare avendo a disposizione tutti gli strumenti necessari per valutare la rischi e opportunità degli investimenti. Di fatto il KIIS è sostanzialmente un documento molto simile a quello che prende il nome di documento informativo e che già viene prodotto dagli operatori italiani.

Un altro punto in comune che l’attuale normativa italiana trova in comune con il nuovo quadro di regole europee riguarda lo strumento della “bacheca elettronica”, attraverso il quale si cerca di dare una maggiore liquidabilità ai finanziamenti acquisiti proprio grazie all’equity crowdfunding. Questo strumento è stato infatti adottato dal nostro legislatore a seguito della pubblicazione del Regolamento Europeo, e ne recepisce quindi le indicazioni fondamentali tra cui, la principale, quella che riconosce alle piattaforme di raccolta fondi un ruolo di semplice vetrina per l’incontro tra domanda e offerta, escludendo la possibilità di intermediazione.

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Nuovo Regolamento Europeo: ecco cosa cambia

Vediamo nel dettaglio le principali novità introdotte dal nuovo Regolamento Europeo sul Crowdfunding.

  • Regolamentazione di Equity e Lending crowdfunding

Il finanziamento con partecipazione alle quote di capitale (equity) e quello attraverso prestito peer-to-peer (lending) vengono assimilati sotto un unico ombrello autorizzativo, pur lasciando ai singoli stati la possibilità di istituire una o più unità di vigilanza.

  • Mercato sovranazionale

L’obiettivo principe della nuova regolamentazione è proprio quello di agevolare l’attività transfrontaliera degli operatori. Sarà infatti sufficiente comunicare l’avvio dell’attività all’interno di uno o più degli stati membri all’autorità dello stato in cui l’autorizzazione è stata ottenuta.

  • Innovazione nei sistemi di pagamento

A differenza di quanto avviene adesso, potrà essere la stessa piattaforma di crowdfunding a gestire i pagamenti dei finanziatori che aderiranno ai progetti di startup e imprese.

  • Attività di marketing

Il regolamento definisce e delimita le attività di comunicazione e marketing in capo alle piattaforme di crowdfunding, le quali potranno esclusivamente limitarsi a riportare le informazioni fornite dall’impresa interessata ad accedere alla raccolta fondi, e che quindi ne rimane unica responsabile.

  • Impossibilità di raccolta per veicoli di investimento

Il regolamento consente il finanziamento attraverso veicoli esclusivamente nel caso in cui abbiano esposizione unicamente per un ulteriore soggetto, i cui strumenti finanziari sono dunque oggetto dell’investimento del veicolo. Non è consentita la raccolta per veicoli che hanno ad oggetto l’investimento in più società.

  • Superamento dell’obbligo del 5% per investitori professionali

Gli investitori professionali non saranno più tenuti a rispettare una sottoscrizione minima il cui valore era prima fissato nel 5%.

  • Registro unico ESMA

Presso l’ESMA (European Securities and Markets Authority) verrà istituito un registro unico di tutti i fornitori di servizidi crowdfunding i cui dati verranno raccolti e resi pubblici.

  • Obbligo di esporre il tasso di default

A questo vincolo verranno sottoposte esclusivamente quelle piattaforme che sceglieranno di ospitare offerte aventi ad oggetto strumenti di debito e prestiti.

In definitiva il nuovo Regolamento Europeo rappresenta quindi un salto in avanti verso una nuova dimensione del settore, e costituisce un ulteriore rinforzo alle garanzie richieste da tutti i soggetti che operano nel campo dell’equity crowdfunding, siano essi imprese o investitori.

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