Intervista a Dario Giudici per MamaCrowd

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Quest’anno la pandemia ha stravolto le logiche di investimento dalla Borsa al crowd. Nella tua esperienza quali caratteristiche dell’azienda sono state privilegiate continueranno ad essere rilevanti nel post Covid?

Direi che il Covid ha semplicemente cambiato le sorti, almeno temporaneamente, di alcune tipologie di imprese. Ha avuto degli impatti più significativamente negativi su business più tradizionali, soprattutto quelli basati sulla presenza fisica e che non possono fare diversamente, mentre hanno avuto degli impatti più neutrali o addirittura positivi o molto positivi sulle aziende più basate sulla tecnologia.

Dal  punto di vista degli investitori, da quando c’è il Covid ,a parte nelle prime fasi della pandemia, quando c’erano più di timori generali su qualunque tipo di investimento,  c’è stato un re-focus da parte degli investitori verso quelle aziende che in questa nuova realtà possono reagire meglio o addirittura che possono beneficiare, quindi penso agli e- commerce, ai business di consegne a casa,  o comunque business che sono basati sull’uso della tecnologia più che della presenza fisica e che quindi possono magari non avere un boost ma neanche essere impattato in modo particolarmente negativo.

Queste aziende emerse durante il Covid continueranno a essere rilevanti nel post perché credo che ci siano delle nuove abitudini dei consumatori che sono destinate a rimanere.

Chiaramente il Covid ha costretto le persone abituarsi all’uso di servizi che già esistevano magari ma che erano meno utilizzati. Penso alla spesa on line piuttosto che  o in generale a tutti gli acquisti online e l’uso delle consegne, eccetera. Queste sono nuove abitudini che sono destinate a rimanere perché una volta che l’utente si abitua a questa nuova modalità e ne scopre la comodità e anche l’efficienza difficilmente torna indietro.


Come piattaforma avete valutato più progetti che si occupano di questo o che lavorano utilizzando prevalentemente gli strumenti digitali?

Sì, noi già nel mese di marzo con il primo lockdown lo abbiamo addirittura lanciato un’iniziativa che si chiama “Mamacrowd chiama italia” mentalità ,dove attraverso cui abbiamo comunicato la nostra propensione a valutare in particolare tutti i progetti che dalla  situazione Covid possono avere un beneficio e quindi possono rappresentare agli  per gli investitori una situazione di opportunità anzichè piuttosto che invece una di difficoltà, cercando di assecondare quello che è l’inevitabile approccio anche emotivo da parte degli investitori.

Crediamo che questa sia stata una mossa corretta per continuare a stimolare gli investimenti semplicemente rifocalizzando su tutto quello che oggi in maniera più evidente può essere un’opportunità. Questo non toglie la possibilità agli altri business di raccogliere sul mercato, anzi.

A noi, come a tutti, piace pensare che questa sia una situazione temporanea, quindi il nostro sforzo è sempre quello di individuare aziende di eccellenza perché pensiamo che, indipendentemente da quello che può essere stato l’impatto di quest’anno, se un’impresa ha fatto bene fino a prima del Covid  può continuare a fare bene anche dopo, e anche se opera in un settore un business che è stato colpito dalla pandemia.


Quali sono i settori che hanno riscosso maggiore successo?

All’inizio della diffusione della pandemia, e quindi nel momento di maggior timore, tra febbraio, marzo e aprile, hanno riscosso più successo i settori legati al digitale, come Yakkiofy, che aiuta ad automatizzare la gestione del negozio in dropshipping, la piattaforma di podcast Storie Libere eA image, il ChatBot che risponde alle esigenze dei clienti  in modo veloce e automatico.

Poi però abbiamo visto che anche una campagna come quella di Out Of ha avuto grande successo. 

Out Of produce accessori per lo sport tra cui maschere per lo sci.

Nonostante una situazione di incertezza rispetto a quello che succederà in questa stagione per lo sci la campagna è andata molto bene.

Credo gli investitori rispetto abbiano valutato un’azienda di eccellenza che lavora ad un prodotto che probabilmente funzionerà in futuro perché si tornerà a sciare, certo magari quest’anno sarà più difficile ma ciò non vuol dire che non si farà più.

Abbiamo avuto grande successo anche con una campagna  immobiliare. Questo poteva essere visto come un settore in difficoltà, ma in realtà forse proprio perché si trattava di immobiliare residenziale

si è dato più valore alla casa di proprietà in un momento in cui si è stati costretti a rimanere a casa.  Quindi non identificherei un settore in particolare ma parlerei più di opportunità e di eccellenza per individuare le storie di maggior successo.


Come si sta evolvendo l’investitore del crowd? 

Io direi che si sta evolvendo il crowd nel suo insieme. Come sempre in questi fenomeni si tende a partire da un pubblico più ristretto, che però ma adesso si sta ampliando verso una folla  platea sempre più esperta e consapevole. Gli anglosassoni  parlano di wisdom of the crowd, ovvero di saggezza della folla, che è diventata più skillata, avendo aumentato le proprie conoscenze molto di più di quanto possa fare un singolo, per quanto bravo ed esperto.

Questa “saggezza” deriva dalla somma di tante esperienze e di tanti punti di vista.

Noi lo stiamo vedendo anche nella pratica perché è sufficiente andare a guardare qualunque delle nostre campagne ed entrare nella sezione delle “Domande e Risposte” che vengono fatte tra gli investitori e i proponenti per capire il grado di interazione e di competenza che mostra il pubblico.

L’investitore crowd sta diventando sempre più attento e sempre più esperto, riesce ad analizzare i progetti  un in modo molto approfondito e in alcuni casi può rivelarsi addirittura più puntiglioso rispetto al singolo investitore professionale.


Ci sono dei fattori bloccanti che rallentano l’interesse degli investitori?

Il grosso sforzo che deve fare qualunque  qualunque società che si propone al mercato è rendere ciò che fa molto accessibile e comprensibile a un pubblico di persone non necessariamente esperte.

Quello che può essere un freno non è necessariamente un progetto non valido ma magari un progetto che non comunica bene, in cui quello dove dove non c’è sufficiente completezza e trasparenza di informazione.

Il nostro compito, come piattaforma, è anche quello di garantire una buona comunicazione del progetto, perché sappiamo che  se non si riesce a rendere facile e  immediata la comprensibilità per il pubblico crowd il pubblico stesso può non rispondere alla chiamata, o non perché non lo consideri un progetto valido, ma semplicemente perché non lo capisce a sufficienza.

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