Equity crowdfunding: guida agli investitori professionali

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La disciplina degli investimenti in equity crowdfunding si muove all’interno del perimetro definito dal regolamento Consob del 2013 il quale prevede, tra l’altro, che affinché una raccolta possa andare a buon fine almeno il 5% dei finanziamenti debba provenire da quelli che vengono definiti investitori professionali.

Vediamo meglio cosa si intenda con questa espressione e quali sono le categorie specifiche all’interno delle quali vengono classificati gli operatori professionali.

Il Regolamento Consob per gli investitori professionali

Come accennato, è la specifica disciplina della Consob a stabilire che affinché una raccolta di equity crowdfunding effettuata tramite un portale autorizzato possa andare a buon fine sia necessario che almeno il 5% delle somme arrivino da investimenti qualificati.

È bene specificare che la scelta della Consob non è casuale, ma è da deve essere interpretata come ulteriore misura di tutela nei confronti dei piccoli investitori che si vedranno maggiormente garantiti dalle valutazioni sull’investimento effettuata da investitori più esperti.

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Secondo il regolamento Consob vengono previste le seguenti categorie di investitori:

  • fondazioni bancarie
  • investitori professionali
  • incubatori di startup innovative;
  • investitori a supporto delle PMI, ai quale viene richiesto il possesso di strumenti finanziari per un valore superiore ai 500.000 €, nonché di rispettare almeno uno tra i seguenti requisiti:
  • aver effettuato, nell’ultimo biennio, almeno tre investimenti del valore minimo di 15.000 € nel capitale sociale di PMI o nella forma del finanziamento soci.
  • aver ricoperto, per almeno 12 mesi, la carica di amministratore esecutivo in PMI diverse da quella oggetto di finanziamento tramite equity crowdfunding.

Una ulteriore categorizzazione viene effettuata dalla Consob con riferimento agli investitori professionali privati, i quali vengono suddivisi in tre differenti categorie.

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Investitori professionali di diritto

Si tratta della prima categoria individuata dalla Consob e che si divide, a sua volta, in:

  • intermediari

si tratta di soggetti che per poter operare all’interno dei mercati finanziari devono disporre di una specifica autorizzazione o sottostare a una puntuale autorizzazione. Tra gli intermediari rientrano, ad esempio, banche, fondi pensione, agenti di cambio, negoziatori e organismi di investimento collettivo.

  • Imprese di grandi dimensioni

per poter rientrare in questa categoria le imprese sono obbligate a rispettare almeno due dei seguenti criteri:

  • avere un bilancio totale di almeno 20 milioni di euro;
  • disporre di un fatturato netto di 40 milioni di euro;
  • possedere fondi propri per almeno 2 milioni di euro.
  • Investitori istituzionali

Si tratta di soggetti la cui attività principale consiste nell’investimento in strumenti finanziari.

Investitori professionali su richiesta

Sotto questa classificazione possono rientrare esclusivamente quei soggetti che abbiano richiesto e ottenuto la specifica certificazione da parte della propria banca.

Per l’ottenimento della certificazione è necessario soddisfare almeno due dei seguenti requisiti:

  • avere un portafoglio di strumenti finanziari dal valore superiore ai 500.000 euro;
  • avere effettuato, nei quattro trimestri precedenti, operazioni significative sul mercato con una frequenza pari almeno a dieci operazioni a trimestre;
  • operare professionalmente, o averlo fatto in passato, in una posizione che presupponga la conoscenza delle tipologie e operazioni relative agli investimenti professionali.

Investitori a supporto delle PMI

L’ultima categoria comprende persone fisiche o giuridiche che abbiano un portafoglio di strumenti finanziari superiore a 500.000 euro e rispettare i requisiti di onorabilità previsti dall’articolo 8 del Regolamento Consob.

Questi soggetti sono inoltre chiamati ad avere almeno uno di questi requisiti:

  • aver effettuato almeno tre investimenti nel capitale sociale o a titolo di finanziamento soci in PMI ognuno di almeno 15.000 €, nell’arco dell’ultimo biennio;
  • aver ricoperto, per almeno dodici mesi, la carica di amministratore esecutivo in PMI diverse dalla società offerente.


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