Verso un mercato più maturo: mercati secondari e investitori professionali si affacciano all’equity crowdfunding

La pandemia da Covid-19 rappresenta un punto di svolta per l’economia. Oltre ai settori emergenti, anche la struttura del mercato dell’equity crowdfunding si modifica e si trasforma.

Matteo Masserdotti, CEO e Founder di Two Hundred Crowd ci spiega come si stia evolvendo l’equity crowdfunding e come operatori sempre più sofisticati e diversificati stiano intravedendo in questo settore un terreno fertile per i propri investimenti.


Quest’anno la pandemia ha stravolto le logiche di investimento, dalla borsa al crowd. Nella tua esperienza quali caratteristiche dell’azienda sono stati privilegiati? Continueranno ad essere rilevanti nel post covid?

Il mondo degli investimenti è particolarmente legato alla stabilità dei sistemi nazionali ed internazionali, è evidente quindi che un evento travolgente come il Covid abbia sconvolto le certezze degli investitori. Tuttavia gli investimenti in aziende private dovrebbero, in generale, risentirne meno, in quanto non strettamente legate alla volatilità dei mercati. In determinati settori alcune startup sono letteralmente esplose. Credo assisteremo sempre più ad una concentrazione degli investimenti in meno aziende che garantiscono più stabilità, anche se questo ragionamento va nel senso opposto della logica di diversificazione da adottare in queste asset class rischiose. 

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Quali settori hanno riscosso maggiore successo? 

Lato raccolta possiamo confermare che le aziende Fintech, come Soisy, stanno dimostrando un’incredibile capacità di attrarre investitori, nonostante la pandemia, raggiungendo obiettivi molto ambiziosi. 

Credo ci sia anche un forte interesse di ritorno verso l’e-commerce, che era stato un po’ lasciato indietro a favore di “trend tecnologici” più rilevanti, ma che durante la pandemia ha mostrato che i tassi di crescita sono ancora elevatissimi.


Come si sta evolvendo l’investitore crowd? 

Sicuramente gli investitori che per primi si sono affacciati a questo mercato sono ad oggi in fase attendista delle evoluzioni dei loro portafogli. Spesso si parla di mercato secondario delle quote sottoscritte in crowdfunding per favore la liquidabilità, mentre io credo che sarà più probabile vedere l’evoluzione degli strumenti e degli investitori già presenti. Ad esempio si iniziano a vedere investitori professionali interessati ad acquisire partecipazioni rilevanti anche sul secondario, liberando così risorse degli investitori iniziali. Oppure i mercati non regolamentati già presenti, come Access+ e Growth di Euronext o AIM Pro, che hanno dei requisiti di accesso molto più accessibili per le startup. Sono interessanti anche operazioni in collaborazione con le reti di Private Banking delle banche. In generale il crowdfunding deve entrare maggiormente nel sistema finanziario, per vedere una crescita della base degli investitori.  

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Ci sono dei fattori bloccanti che rallentano o fermano l’interesse degli investitori? E’ solo a causa di un progetto non valido o ci sono altre motivazioni?

Non stiamo notando un particolare rallentamento, certamente un accentramento su quelle offerte che raccolgono l’interesse di più investitori, oltre alla conferma che una percentuale elevata dei sottoscrittori sono stakeholder delle aziende. Questo secondo è piuttosto normale, visto che si tratta di uno strumento di investimento a medio lungo termine, illiquido e ad alto rischio, spesso le motivazioni ad investire sono legate a fattori diversi rispetto a quelli degli investimenti tradizionali

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