Negli ultimi anni il lending crowdfunding, ovvero il finanziamento tramite prestiti diretti da parte di investitori a imprese o progetti, si è ritagliato un ruolo di primo piano tra le forme di finanza alternativa. Una crescita costante, confermata anche nel periodo giugno 2024 – aprile 2025, lo rende uno dei segmenti più dinamici e resilienti dell’intero ecosistema crowdfunding (The Business Research Company, 2025).
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Cos’è il lending crowdfunding e come funziona
Il lending crowdfunding (o P2P lending) consente a privati o aziende di prestare denaro direttamente a imprese – in particolare PMI – che cercano risorse per finanziare progetti specifici. La piattaforma fa da intermediario, ma senza il coinvolgimento di una banca. In cambio del prestito, gli investitori ricevono un interesse prestabilito, che rappresenta il loro rendimento.
Nel mercato italiano, questa modalità si è affermata soprattutto nei settori immobiliare e green energy, grazie alla possibilità di offrire rendimenti interessanti e orizzonti temporali contenuti. La durata media dei prestiti nel primo semestre 2024 è stata di circa 15 mesi, con un interesse medio annuo del 9,82% ((Politecnico di Milano – Osservatorio Crowdinvesting, 9° Report, luglio 2024).
Lending in crescita, nonostante il contesto
A differenza dell’equity crowdfunding, che nel 2024 ha registrato un forte calo (-25,5%), il lending ha segnato un +7,7%, con una raccolta che ha superato i 167 milioni di euro. Il traino principale? Ancora una volta, il lending immobiliare, che ha visto una crescita del +20,9%. Questo conferma la preferenza degli investitori italiani per strumenti percepiti come più stabili e prevedibili, soprattutto in contesti economici incerti.
A consolidare il trend ci sono anche piattaforme verticali come Recrowd, leader nel lending immobiliare, che ha superato i 200 milioni di raccolta totale dalla sua fondazione, restituendo oltre 100 milioni agli investitori e introducendo strumenti innovativi di tutela come l’erogazione dei fondi a SAL (Recrowd, febbraio 2024).
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Il caso Lemonway e le sfide del settore
Nonostante la crescita, il lending crowdfunding non è immune da rischi e vulnerabilità. Un esempio emblematico è stato il cosiddetto “caso Lemonway”, che ha scosso il settore nel 2024. La Banca d’Italia ha imposto restrizioni a questo istituto di pagamento francese, utilizzato da molte piattaforme italiane, per carenze nelle procedure antiriciclaggio (Banca d’Italia, Provvedimento agosto 2024).
Il blocco temporaneo all’apertura di nuovi conti ha messo a dura prova l’operatività delle piattaforme, evidenziando la dipendenza da fornitori infrastrutturali critici. Alcune realtà, come Profit Farm, hanno reagito prontamente, passando a operatori alternativi come TPPay. Ma l’episodio ha rappresentato un campanello d’allarme per l’intero ecosistema, che ora guarda con più attenzione alla diversificazione dei partner tecnologici e di pagamento.
Il lending crowdfunding si conferma dunque una delle forme più solide di finanza alternativa in Italia, capace di attrarre investimenti anche in una fase di transizione normativa complessa. Resta fondamentale, però, che le piattaforme investano in compliance, trasparenza e resilienza operativa per mantenere la fiducia degli investitori e consolidare la crescita del settore.









