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Trend e Ispirazioni sull’equity crowdfunding

Opstart e BacktoWork, verso un nuovo leader per il Crowdfunding

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Opstart acquista il controllo di BacktoWork

Opstart si aggiudica il controllo di BacktoWork. La piattaforma ha confermato l’operazione, che prevede l’acquisto del 60 percento del capitale di BacktoWork. La notizia conferma il fermento nel crowdfunding italiano. Il nuovo polo raggruppa il terzo e quarto operatore nell’equity crowdfunding e si candida come principale piattaforma. Tra servizi di equity, lending, debt e real estate le due piattaforme hanno raccolto in crowdfunding un totale di 157 milioni di euro.

Gli effetti del Regolamento Europeo sul Crowdfunding

L’accordo conferma l’obiettivo del Regolamento Europeo sul Crowdfunding per la creazione di un mercato unico. Dalla sua entrata in vigore, lo scorso 10 novembre 2023, il Regolamento permette alle piattaforme autorizzate di operare in tutta l’Unione Europea. Mercato unico significa anche maggiore concorrenza da parte di potenziali competitor stranieri: di qui la spinta alla crescita per fusioni e accordi, a partire dal mercato interno. A quello tra Opstart e BacktoWork potrebbero farne seguito altri, se sinergie ed economie di scala si confermano vincenti.

Resta da capire se le integrazioni più efficaci possano coinvolgere piattaforme dello stesso segmento o di segmenti diversi. Nel caso delle di Opstart e BacktoWork sono vere entrambe le ipotesi. Entrambe operano nell’equity crowdfunding, con la prima attiva anche nel comparto lending e debt, oltre al real estate. Dopo l’accordo dunque, il player sarà più preparato per offrire un bouquet di servizi completo.

Più scelta per investitori e imprese

L’operazione ha lo scopo di ampliare la base di utenti raggiunta da Opstart e permettere ventaglio più ampio di opportunità di investimento. Secondo Giovanpaolo Arioldi, il Ceo di Opstart, l’operazione permetterà alla community di investitori di BacktoWork di “investire direttamente nell’economia reale e in modo sostenibile”, tanto in equity e lending crowdfunding, quanto in minibond. L’operazione si qualifica come “un progetto di integrazione tra finanza tradizionale, agevolata e alternativa.” A riprova che anche per gli investimenti, la seamless user experience può fare la differenza. Selezionare un’ampia gamma di servizi senza soluzione di continuità per facilitare le decisioni degli investitori.

L’integrazione ha anche le potenzialità per aumentare l’efficienza operativa, con soluzioni tecnologiche integrate e competenze diverse. Non ultimo, una base di dati maggiore permette di migliorare l’analisi di mercato e la personalizzazione delle offerte.

L’acquisizione ha anche l’effetto di allargare la composizione sociale e raggruppare investitori di diversa natura. Tra gli investitori istituzionali, Intesa San Paolo è presente in entrambe le società. In BacktoWork, con una quota del 30 percento, rilevata dalla controllata Neva Finventures e attiva nel Venture Capital. In Opstart tramite Warrant Hub, focalizzata sulla consulenza finanziaria alle imprese. Opstart annovera tra i soci anche Banca Valsabbina, oltre a due holding di investimento come Aleph Finance Group Plc e PMI Tob srl. Quest’ultima ricorre alla raccolta in equity crowdfunding per le partecipazioni in piccole e medie imprese.

Opstart: un bouquet completo di servizi

Fondata a Bergamo nel 2015 da Giovanpaolo e Alessandro Airoldi, Opstart è una delle principali piattaforme attive nell’equity crowdfunding. Investitori privati e professionali possono sottoscrivere campagne di investimento nelle quattro divisioni gestite. È possibile acquistare quote societari con investimenti in equity di startup e pmi, con Opstart. Per gli investimenti sul debito delle imprese sono disponibili le piattaforme Crowdbond e Crowdlender. Con la prima è possibile sottoscrivere obbligazioni e come bond e minibond. Con la seconda, i finanziatori possono stipulare un contratto di finanziamento in modalità peer-to-peer, senza l’intervento di operatori finanziari professionali come le banche. La divisione Crowdre replica al suo interno i servizi per il real estate. Qui sono gestiti e intermediati gli investimenti in equity, lending e debt crowdfunding per il settore immobiliare. Questa suddivisione permette anche alle imprese che fanno raccolta di candidarsi per l’operazione più adeguata.

La piattaforma aderisce al programma di Forever Bambù, “Forever Zero CO2”. L’iniziativa che prevede la piantumazione di alberi di bambù per compensare le emissioni di anidride carbonica e ridurre l’impatto ambientale. Ad oggi, Opstart ha raccolto poco meno di 86 milioni di euro in 260 campagne. Il 72% di queste sono effettuate in equity crowdfunding. Il resto è diviso tra operazioni debt, con poco meno di 13 milioni di euro raccolti, e di lending, con quasi 11 milioni. Nota significativa il tasso di default, che nel triennio 2021-2023 è stato dello zero percento.

BacktoWork: il canale di startup e pmi innovative

Anche BacktoWork si occupa di agevolare gli investimenti in equity crowdfunding. La piattaforma, attiva dal 2012 non è nuova a operazioni di finanza straordinaria. Dopo la parentesi con il gruppo de Il Sole 24 Ore, Intesa Sanpaolo è entrata nel capitale azionario. Alla base di questo interesse c’è il focus operativo, che punta a collegare gli investimenti dei manager alle imprese in fase di fundraising. Tra le operazioni di equity crowdfunding di BacktoWork, risaltano quelle per WeRoad, e per la SPV Finnovia. La prima ha raccolto quattro milioni di euro nel 2021. La seconda, che ha superato i 7 milioni di euro nel 2020, ha permesso di sottoscrivere l’emissione obbligazionaria della Deep Tech e-Novia.  

La piattaforma permette di investire in startup e Pmi ad alto potenziale, in un’ottica di diversificazione del portafoglio, dove ad alti rischi corrispondono potenziali alti ritorni. La piattaforma raccoglie un kit di documentazione completo, composto da un pitch desk, oltre al business plan corredato da un prospetto informativo. Integrano i documenti i bilanci aziendali. Gli investitori sono tenuti a compilare un questionario per delineare il proprio profilo di rischio e assumono la qualifica di soci a tutti gli effetti delle società in cui decidono di investire.

a cura di Fabrizio Pagni