Smart money: finanzia la tua campagna di equity crowdfunding con i contributi governativi a fondo perduto

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Smart Money è la misura prevista del Decreto Rilancio a sostegno delle startup innovative.

Con questo provvedimento il Governo ha messo a disposizione del settore oltre 10 milioni di euro, di cui circa 500 mila (5%) destinati ad operazioni di comunicazione, informazione e promozione del comparto dell’innovazione, e 9,5 milioni (95%) come contributi a fondo perduto a favore delle startup innovative.

I contributi sono finalizzati al finanziamento dell’acquisizione di servizi erogati da innovation hub, business angels, incubatori, acceleratori ed altri soggetti pubblici o privati operanti per lo sviluppo di imprese innovative.

A beneficiare dei contributi a fondo perduto sono ammesse anche le spese per il lancio delle campagne di crowdfunding.

Oltre ai fondi già citati ne sono previsti di ulteriori, pari almeno a 60 milioni, per favorire gli investimenti in equity di business angels e altri soggetti pubblici o privati.


Finanziamenti a fondo perduto per le startup: come funzionano

Il Decreto Rilancio definisce dettagliatamente le tipologie di spese che possono essere finanziate grazie ai contributi a fondo perduto previsti dalla misura Smart Money.


Le spese ammesse

Tra le varie voci di spesa che possono beneficiare del finanziamento a fondo perduto troviamo non solo quelle di tipo tecnico, come ad esempio quelle per la realizzazione dei prototipi, ma anche tutte quelle relative alla realizzazione delle campagne di crowdfunding.

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Nel dettaglio, sono ammissibili i costi sostenuti per consulenza, campagne di crowdfunding, gestione della proprietà intellettuale, autovalutazione maturità digitale, sviluppo e scouting di tecnologie, prototipazione (non funzionale), spazi e soluzioni di networking associati ai servizi acquistati.

Le agevolazioni saranno concesse a fronte del sostenimento, da parte della startup innovativa, di spese connesse alla realizzazione di un piano di attività svolto in collaborazione con gli attori dell’ecosistema dell’innovazione (incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels e altri soggetti pubblici o privati).

I contributi messi a disposizione dal Governo copriranno l’80% delle spese sostenute, fino a un importo massimo di 10.000 euro, e a fronte di una spesa superiore a 10.000 €.








I requisiti per accedere ai contributi

Per essere ammesse a beneficiare dei contributi a fondo perduto, le startup dovranno presentare un progetto con le seguenti caratteristiche:

  • Essere un progetto scalabile che offra una soluzione innovativa da proporre sul mercato, già individuata al momento della presentazione della domanda, sebbene suscettibile di implementazioni
  • prevedere l’impegno diretto dei soci dell’impresa proponente e/o di un team dotati di capacità tecniche e gestionali adeguate, in termini di apporto tecnologico e lavorativo, o in alternativa prevedere il consolidamento del team e di tali capacità tramite la ricerca di professionalità reperibili sul mercato
  • essere finalizzato a realizzare il prototipo o la prima applicazione industriale del prodotto o servizio per attestare i feedback dei clienti e/o investitori.


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Investimenti in capitale di rischio

Il provvedimento denominato Smart Money, non si limita ad erogare contributi a sostegno delle startup innovative che affrontano spese per finanziare i propri progetti, ma introduce delle misure a supporto del sistema di finanziamento alle imprese, aiutandole nella crescita e nella sostenibilità.

Il Decreto Rilancio prevede infatti che per le imprese a cui vengano erogati i contributi elencati sopra, possano essere riconosciuti ulteriori fondi legati agli investimenti in capitale di rischio a favore delle stesse.

In pratica, se una startup che riceve i finanziamenti a copertura delle spese già elencate, è anche oggetto di investimenti da parte di attori del sistema dell’innovazione (incubatori, acceleratori, business angels, investitori qualificati ecc.), essa potrà ricevere un ulteriore finanziamento a fondo perduto pari al 100% dell’investimento ottenuto e fino a un massimo di 30.000 euro.

Anche in questo caso la normativa prevede alcuni specifici paletti per l’ottenimento del finanziamento.

In particolare l’investimento deve:

  • essere attuato dagli attori dell’ecosistema dell’innovazione abilitati;
  • essere attuato in sede di costituzione della start-up innovativa o successivamente alla costituzione, ferma restando l’attuazione in data successiva a quella di adozione della delibera di ammissione ed entro i 24 mesi successivi alla medesima data;
  • essere di importo non inferiore a 10.000 euro;
  • non determinare una partecipazione di maggioranza nel capitale della start-up innovativa, anche per effetto della conversione di strumenti finanziari di quasi-equity eventualmente sottoscritti;
  • essere detenuto per un periodo non inferiore a 18 mesi;
  • non essere attuato tramite piattaforme internet di equity crowdfunding.

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