Be Green Tannery: conceria sostenibile per l’alta moda

Come è nata l’esigenza di rivoluzionare il settore delle pelli in direzione green e quali evoluzioni avete attraversato per arrivare fino ad oggi, diventando la prima azienda conciaria innovativa che serve i più grandi brand del lusso?

L’esigenza di rivoluzionare il settore delle pelli in direzione green è una diretta conseguenza del dover rivoluzionare il mondo intero in direzione green. Da anni infatti la sostenibilità è diventata una mission di tante aziende nel mondo, e sicuramente il settore moda non si è sottratto a questa nuova visione. Così abbiamo intercettato una giusta esigenza del mercato e della società, unendola ai nostri valori e alla voglia di cominciare a creare qualcosa di nuovo e di buono, dando così vita al progetto Be Green.

Dal 2015 al 2018 è stato tutto un processo di studi, esperimenti e test per far sì che questo nuovo meccanismo si mettesse in moto. Non è affatto semplice riprogrammare l’intera produzione di un’azienda che per anni, fino a poco tempo prima, era sempre stata una conceria tradizionale.

Ma con molto impegno l’abbiamo fatto, e ovviamente questo ha attirato l’attenzione dei brand del lusso, che per primi hanno aperto un nuovo percorso sostenibile nel modo di lavorare.

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La pelle metal free di Be Green Tannery è realizzata con un processo di produzione brevettato, primo al mondo, ed eco-friendly: qual è l’impatto
positivo in termini di sostenibilità ambientale e di qualità del prodotto?

In termini di sostenibilità, attraverso il nostro processo produttivo, realizziamo una pelle metal free (ovvero senza la presenza di metalli pesanti) riducendo drasticamente l’impatto sull’ambiente. Rispetto ad una concia tradizionale presentiamo ottimi risultati: -33% dei tempi di lavorazione; – 30% dei consumi idrici; -30 dei consumi elettrici e utilizzo di prodotti eco-compatibili.

In termini di qualità del prodotto, l’innovazione non consiste nel realizzare una pelle metal free (di brevetti metal free ce ne sono a migliaia tra l’altro), ma nel rendere un prodotto metal free senza limitazioni di applicabilità, colori e destinazioni d’uso.

Questo ci consente di rispondere alle più svariate esigenze di diversi clienti con un prodotto di elevata qualità, che supera eccellentemente gli stringenti test di performance presentati dai brand.

Quanto tempo e quali risorse avete impiegato per ottenere l’esclusiva certificazione di prodotto metal free dalla Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli? Cosa è stato determinante per fare la differenza?

Per ottenere la certificazione di prodotto metal free dalla SSIP ci sono voluti due mesi. La risorsa impiegata è stato unicamente il nostro prodotto. Ciò che ha fatto la differenza infatti è la conformità di prodotto, ovvero la capacità della nostra pelle di non avere limiti, in quanto utilizzabile per la produzione di piccola e grande pelletteria, abbigliamento e calzature (nello specifico, conforme ai requisiti posti ai cuoi per tomaio, ai cuoi ovicaprini per piccola pelletteria e ai cuoi per abbigliamento).

Questo, unito alla capacità di ottenerla attraverso un processo eco-friendly, ci ha permesso di ottenere la certificazione.

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Nel mercato conciario europeo il valore del Made in Italy ha un grandissimo peso pari al 65%. Oltre a questo dato importante, quali sono gli altri motivi che dovrebbero convincere un investitore a credere in Be Green Tannery?

In primis, come detto prima, per la capacità di aver aperto un nuovo percorso di sostenibilità. Questo ci consente di soddisfare le nuove esigenze dei brand di moda, del loro mercato e della società in generale.

Crediamo infatti che le aziende dovranno adattarsi sempre di più, e saper approcciare al cambiamento per non scomparire. E noi in tal senso abbiamo già un vantaggio competitivo.

Ma andiamo nello specifico, le do altre due motivazioni.

La prima: il nostro mercato è già validato. Siamo passati da un fatturato di 1 mln € del 2018 a 3,7 mln € nel 2019. Presentando una flessione nel fatturato del 2020 (3,1 mln €) causa Covid. Flessione nettamente inferiore rispetto a quella media del nostro settore. In generale siamo cresciuti ad un CAGR del 63% nel biennio 2018-20.

La seconda: numerose exit nel settore. Ci sono state più di 10 exit negli ultimi 3 anni in Italia. Le migliori concerie sono state acquisite da grandi Maison, gruppi industriali o fondi di Private Equity.

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Avete appena lanciato la vostra campagna di equity crowdfunding su Mamacrowd per far crescere in chiave sempre più sostenibile la vostra azienda. Perché proprio questo strumento di finanziamento collettivo e quali sono gli obiettivi di medio e lungo periodo a cui puntate?

Questa è una domanda molto interessante. Lo strumento dell’equity crowdfunding non è stato scelto per mere ragioni finanziarie.

Condividendo una vision basata sulla sostenibilità, crediamo che il nostro messaggio venga abbracciato da tutti, anche dalle persone comuni, e in particolar modo i giovani. Non solo da chi investe per professione.

Così abbiamo voluto utilizzare questo strumento per permettere a chiunque voglia sentirsi parte integrante di questa missione di apportare il proprio contributo, e diventare azionista a prescindere dalle proprie tasche.

Crediamo che un messaggio di cambiamento sociale passi anche da queste scelte.

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