Evoluzione ed adattamento. ecco perché la sfida del covid la vince solo chi sa reinventare il proprio business.

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Il 2020 è stato un anno di grandissime sfide per imprenditori e investitori. Il coraggio è sicuramente l’elemento che, forse mai come prima, ha dovuto accompagnare tanto gli investitori quanto gli imprenditori. Tra questi c’è chi ha deciso di vedere nella pandemia uno stimolo a riadattare il proprio business o a rafforzare quegli asset che maggiormente fanno leva sulla digitalizzazione dei consumi e delle interconnessioni tra aziende e persone.
Adattamento è la parola chiave: solo chi ha saputo adattarsi è riuscito a resistere e, in alcuni casi, addirittura a crescere.
Nel campo dell’equity crowdfunding poi, si è stati anche capaci di aprirsi a nuovi strumenti finanziari in grado di garantire flessibilità e accesso a fonti di finanziamento che non erano proprie del settore.
DI tutto questo parliamo con Giovanpaolo Arioldi, Ceo di Opstart.


Quest’anno la pandemia ha stravolto le logiche di investimento, dalla borsa al crowd. Nella tua esperienza quali caratteristiche dell’azienda sono stati privilegiati? Continueranno ad essere rilevanti nel post covid?

Ci sono stati dei cambiamenti importanti nei comportamenti degli investitori e alcuni settori hanno fisiologicamente risentito della crisi più che altri. Parlo ad esempio del settore turistico e del settore degli eventi live. Di contro, invece, abbiamo rilevato un maggiore interesse nei confronti dei servizi digitali, delivery, green economy e nei confronti del comparto biomedicale. In generale, sono state privilegiate quelle aziende che hanno saputo affrontare la crisi con idee nuove, adattando la propria strategia di business ai cambiamenti di abitudine delle persone. Inoltre, le aziende che hanno creato nel tempo una community online forte e consolidata hanno sfruttato il loro vantaggio competitivo in questa transizione digitale, che ha portato milioni di persone a incrementare i volumi di prodotti e servizi acquistati online. Sicuramente queste caratteristiche continueranno a essere rilevanti anche in futuro, poiché dobbiamo pensare che il post-covid non sarà un ritorno alla normalità. Almeno per qualche anno ancora dovremo convivere con il virus.

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Quali settori hanno riscosso maggiore successo?

Come accennato sopra, sicuramente i servizi digitali, il delivery e il biomedicale, ma anche la green economy e il fintech, in grado di offrire soluzioni finanziarie più idonee alle necessità attuali delle aziende.

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Come si sta evolvendo l’investitore crowd?

Abbiamo visto crescere molto l’attenzione agli strumenti finanziari alternativi, che diventano sempre più popolari e conosciuti. C’è ancora un lavoro importante da fare circa la consapevolezza e la conoscenza di questi strumenti, e anche qui, il fattore community è fondamentale. Per fare un investimento in un’azienda, la vuoi conoscere, vuoi parlare con il fondatore e fidarti del team di progetto: questi elementi sono essenziali per avvicinare investitori coinvolti e che rimangano in società con un’ottica di lungo periodo.

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Ci sono dei fattori bloccanti che rallentano o fermano l’interesse degli investitori? E’ solo a causa di un progetto non valido o ci sono altre motivazioni?

I fattori sono molteplici e possono riguardare il progetto (ad es. un progetto non ritenuto valido dal mercato), l’offerta (ad es. una valutazione percepita come troppo elevata) o la mancanza di comunicazione. Soprattutto nel secondo e terzo caso, il ruolo del portale è molto importante per indirizzare la società proponente nella predisposizione di un’offerta adeguata e una strategia di comunicazione performante.

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