Cellex: dopo l’overfunding, verso il target massimo di raccolta

Dall’ultima intervista ci sono state grandi e importanti novità. Negli ultimi mesi avete finalizzato la distribuzione del bioreattore SUSPENCE® in Germania, Austria e Canada. A che punto siamo in Italia?

Abbiamo concluso tre importanti accordi con formula “try-to-buy”, due in Europa e uno in Canada. Questi accordi prevedono che i tre potenziali clienti che hanno manifestato interesse verso SUSPENCE® utilizzino il dispositivo per un periodo concordato e, alla conclusione di questo periodo, decidano di acquistarlo, finalizzando il relativo pagamento, oppure di restituirlo.

Questa strategia sta risultando vincente per due motivi. Il primo è che i potenziali clienti sono più disponibili ad accogliere l’idea di un dispositivo innovativo perché il loro rischio è mitigato dalla possibilità di restituirlo se non risultasse di loro gradimento. Il secondo è che, così facendo, riceviamo da loro utili feedback sul suo funzionamento, registrando e correggendo i difetti che riscontrano durante il suo utilizzo.

In Italia stiamo intrattenendo in questi giorni dei contatti molto serrati con due aziende red-biotech, sperando di finalizzare accordi simili a quello già descritto. Il fatto che i primi contratti siano stati finalizzati in Paesi diversi dall’Italia è molto probabilmente collegato al fatto che il nostro responsabile marketing, Pieter Van der Poel, olandese, ha maggiori contatti nella regione cosiddetta DACH (Deutschland, Austria, Confoederatio Helvetica; Germania, Austria, Svizzera).

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Cellex è attualmente coinvolta nel processo di produzione del vaccino Covid-19. In che modo SUSPENCE® è in grado di efficientare l’intero processo? Qual è il suo potenziale nell’accelerazione di questa sfida così urgente?

Nell’attuale situazione di emergenza, Cellex, che già si occupava di bioreattori ben prima della pandemia, ritiene di poter dare un contributo all’efficientamento della filiera di produzione del vaccino contro Covid-19. Questo perché il sistema innovativo brevettato SUSPENCE®, in un test comparativo sulla produzione di un vaccino antirabbico ha dimostrato di produrre mediamente il 190% di farmaco in più rispetto al suo concorrente. È evidente che questo risultato non può essere esteso automaticamente alla produzione dei vaccini contro Covid-19, ma i presupposti sono assolutamente promettenti. 

Puntiamo a testare il nostro sistema di coltura sia nel caso della produzione dei vaccini basati su vettore adenovirale (del tipo di Astra-Zeneca, Johnson & Johnson, Sputnik V, Reithera, per esempio) in cui i bioreattori sono necessari per produrre il vettore adenovirale e per collegare la proteina spike del SARS-CoV2 al vettore, sia nel caso dei vaccini basati su mRNA (del tipo di Pfizer e Moderna, per esempio), in cui i bioreattori sono necessari alla fabbricazione di un’importante proteina, il vaccinia capping enzyme, che serve a stabilizzare la molecola di mRNA.

Nel caso dei vaccini contro Covid-19, le dimensioni del bioreattore dovranno essere decisamente maggiori rispetto ai prodotti che abbiamo sviluppato finora, ma pianifichiamo di finalizzare un disegno esecutivo entro la fine di marzo e di intraprendere la realizzazione del primo prototipo da 500 litri in un locale assegnatoci a tale scopo dal Comune di Roma.

Fatto questo, proporremo ai produttori di vaccini contro il Covid-19 di montare degli impianti pilota facenti uso di SUSPENCE® in parallelo rispetto ai loro impianti classici, per dimostrare l’efficacia della nostra tecnologia anche in questo specifico caso. Puntiamo ad un raddoppio del rateo di produzione del vaccino ed ad un risparmio sui costi di produzione del 30%-35%.

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Nel 2020 Cellex si è aggiudicata anche un importante finanziamento grazie al bando Smart&Start di Invitalia e ha ricevuto il Seal of Excellence, il marchio di qualità assegnato dalla Comunità Europea ai più eccellenti progetti di Ricerca e Innovazione. Cosa manca per raggiungere i risultati che vi siete prefissi?

Il finanziamento di Invitalia ci ha consentito di intraprendere la strada dell’industrializzazione del prodotto e ci consentirà di accedere gradualmente al mercato, partendo da quello europeo.

Siamo particolarmente orgogliosi di aver ricevuto il Seal of Excellence dalla Comunità Europea, non solo per il suo enorme valore simbolico, ma anche per il fatto che ci faciliterà nell’accedere, entro il 2021, ad un enorme finanziamento europeo che ci consentirebbe di dislocarci rapidamente in tutto il mondo, riducendo drasticamente i tempi di raggiungimento dei nostri obiettivi tecnologici e finanziari.

Nel 2021 vogliamo ancora raddoppiare il nostro turnover rispetto al 2020, incrementare l’organico a 9 unità di personale e vendere almeno 60 dispositivi.

Programmiamo poi una exit ad un minimo di 5x rispetto all’attuale NPV (sulla base del quale è calcolato il valore dell’impresa) entro i prossimi 4 anni, una volta superati i 100 milioni di euro di turnover.

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Avete appena tagliato il traguardo dei 100.000 € raccolti su Opstart, ma la campagna di crowdfunding per la vendita del dispositivo SUSPENCE® in tutto il mondo non è ancora terminata. Cosa vi aspettate adesso? E come investirete i capitali raccolti?

Abbiamo ancora diversi giorni davanti prima della conclusione della campagna e faremo del nostro meglio per raggiungere il target massimo di 500 mila euro. A questo scopo, sarà importante affinare ulteriormente la comunicazione, in modo da divulgare in modo efficace un argomento squisitamente tecnico come quello dei bioreattori per la produzione di farmaci.

L’utilizzo dettagliato dei fondi dipenderà da quanto raccolto alla fine della campagna. Nel caso si rimanga vicini al target minimo, prevarrà l’investimento in nuovo personale (32% dei fondi; 2 unità di personale sono state già assunte sulla base della semplice “scommessa” che il target minimo di 100 mila euro sarebbe stato raggiunto), seguito dalle attrezzature di produzione (22%), materiale prime (12%) e attività di marketing (9%). Il restante 25% servirà a coprire i costi fissi.

Nel caso, invece, in cui ci avvicinassimo al target massimo, daremmo un ulteriore boost alla produzione, assumendo più personale (43%) e acquistando più materie prime necessarie per la produzione (20%); le attrezzature costituirebbero il 13% dell’investimento e il 9% sarebbe ancora dedicato al marketing; il 15% sarebbe sufficiente per coprire i costi fissi del sito produttivo.

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