Equity crowdfunding e social media: come elaborare il piano editoriale perfetto

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Stai realizzando una campagna di equity crowdfunding e hai bisogno di farlo sapere alle persone giuste? Attraverso i social media puoi trovare i finanziatori più adatti alla tua idea! Ecco qui qualche consiglio su come progettare un piano editoriale efficace e attrattivo.

User persona: sapere a chi parlare

Hai deciso di utilizzare nella tua strategia comunicativa i social media. La prima domanda da farsi è: su quale piattaforma è attiva la maggior parte dei miei potenziali investitori? Facebook, con i suoi 1,84 miliardi di utenti attivi al giorno, è sicuramente uno dei social network che dovrai considerare. Grazie alle sue caratteristiche, Facebook consente di costruire e far crescere una propria community di riferimento. Al tempo stesso, ha una targetizzazione degli annunci ben calibrata, che permette di indirizzare il tuo messaggio anche verso nicchie molto specifiche. In questo modo puoi differenziare la tua comunicazione e interessare una fascia molto ampia di persone. Inutile però sprecare risorse per rivolgersi a persone che non sanno nemmeno di cosa stiamo parlando. Ogni piano editoriale si rivolge infatti ad almeno 3 cluster di utenti

  • Quelli che conoscono l’equity crowdfunding ma non hanno mai investito; 
  • Quelli che ne sono incuriositi; 
  • Quelli che hanno già investito o addirittura investono abitualmente.

Tuttavia, non tutti potrebbero essere interessati al tuo messaggio. Tanti infatti investono solo in settori di loro interesse, oppure nel trend del momento. Identificare, rintracciare e informare correttamente tutti questi micro-target è un’attività complessa. Meglio affidarsi a una agenzia esperta!

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I trucchi del posting plan perfetto

Quando crei il posting plan per la campagna, devi assicurarti che i contenuti siano regolari e coinvolgenti. Ti sarai accorto che spesso si usa la call to action. È importante invitare l’utente a compiere determinate azioni, come per esempio, visitare la pagina della tua campagna o il tuo blog. Quando ci sono dei soldi in ballo, i pregiudizi da sconfiggere sono tanti. Dovrai elaborare un copy strategico, che valorizzi i risultati della campagna senza apparire autoreferenziale. Post che spiegano o rivelano curiosità sull’equity crowdfunding sono per esempio molto apprezzati. Il linguaggio dovrà essere tecnico e trasparente, ma comunque semplice e diretto. Non ti dimenticare che siamo su un social dove le persone hanno poco tempo da dedicarti. Molto efficaci quindi le grafiche con statistiche: informano con una sola occhiata. 

In tutto ciò, non trascurare i video che, come i post, vanno pianificati e creati ad hoc. Attraverso i video potrai dare un volto umano alla campagna. Una comunicazione (anche live) del Founder sulla storia della start-up o dell’idea può avere un grande effetto, come ha dimostrato il caso di Neeto. Oppure potresti mostrare il tuo team a lavoro, anche nella sua attività ordinaria. Pochi secondi sono sufficienti per mostrare quello che ritieni rilevante. Potrai poi riutilizzare questi video come story, e coprire così con un unico budget più formati.

Non solo social: il marketing a imbuto

Il Funnel è una tecnica di marketing usata dalle aziende per guidare i clienti fino all’acquisto; di conseguenza, può portarti nuovi investitori. Il processo richiede però una forte integrazione del piano editoriale con tutto il resto della comunicazione. Parliamo dei contenuti della pagina della tua campagna, come quelli per i social e il blog, fino ai comunicati stampa. Per ottenere pubblici sempre più interessati devi costruire una timeline condivisa e sincronizzata che leghi tutti gli strumenti assieme. Così potrai rendere il tuo messaggio chiaro e coerente, ed evitare l’effetto caleidoscopio.

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