Le cinque lezioni del crowdfunding al marketing tradizionale

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Lanciare una raccolta fondi non è più un evento con carattere di eccezionalità. Che sia per scopi personal, sociali o di business, il crowdfunding è ormai una pratica ampiamente diffusa e consolidata.

Il digitale e le tecnologie in genere hanno sicuramente giocato un ruolo fondamentale nell’ampliare la platea del crowdfunding, tanto da poter arrivare ad affermare che oggi chiunque possa lanciare una campagna di raccolta per un qualsiasi scopo.

Non tutte le campagne però hanno successo, ed è proprio da quelle che raggiungono i propri obiettivi che si possono trarre degli insegnamenti da applicare al marketing più tradizionale.

Seppur diverse nelle modalità e negli scopi, le campagne di crowdfunding di successo sembrano tutte condividere alcuni tratti comuni. Vediamo quali sono.

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Autenticità

Essere autentici è alla base del successo di ogni campagna di crowdfunding. Il pubblico non perdona e ogni forma, anche piccola, di disonestà non può essere ammessa.

Che tu stia raccogliendo dei fondi per una causa personale o che abbia lanciato una campagna di equity crowdfunding per supportare la tua attività imprenditoriale, non potrai fare a meno di dover premiare la fiducia dei tuoi investitori.

Allo stesso modo, ed è questa la lezione, le aziende tradizionali non possono permettersi oggi di tradire le aspettative dei propri consumatori.

Ogni azienda ed ogni imprenditore dovranno essere certi di fare promesse che sanno di poter mantenere: la relazione con il cliente (o con l’investitore) corre sulla linea sottile della fiducia, persa la quale sarà impossibile riallacciare un rapporto e ci si dovrà preparare a fronteggiare conseguenze più ampie della sola relazione uno a uno.

Così infatti come i nostri clienti possono diventare i nostri primi ambassadors, allo stesso tempo giudizi e recensioni negative comprometteranno irrimediabilmente anche nuove relazioni future.

Imparare a raccontare storie

Perché qualcuno dovrebbe decidere di affidarci i suoi risparmi? 

Che si tratti di una causa o di un investimento, quando qualcuno decide di aderire a una raccolta in crowdfunding lo fa perché sente di condividere una causa, uno scopo condiviso. Vuol dire sentirsi parte di una storia.

Lo storytelling è proprio la capacità delle aziende di raccontare le storie che stanno dietro ai propri prodotti e di narrare quello che il prodotto potrà fare per il loro cliente. Mentre parlo della storia del mio prodotto, sto parlando anche di te, ti faccio entrare nella mia storia per scriverla insieme.

Creare una storia vuol dire creare coinvolgimento, e se pensiamo all’equity crowdfunding, questo coinvolgimento è talmente forte da non rimanere soltanto a un livello ideale, ma da tradursi in un impegno concreto che trasforma l’investitore in un vero e proprio socio che entra nel nostro progetto, nella nostra storia, per costruire un percorso in comune.

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Usare i social media

Lanciare una campagna di crowdfunding senza usare i social media? Impossibile.

I social permeano ormai la nostra vita e qualsiasi attività di comunicazione o promozione non può prescindere dall’utilizzo di queste piattaforme.

L’importante è essere consapevoli che l’utilizzo dei social non può lasciare spazio all’improvvisazione.

Per questo è importante conoscere a fondo le caratteristiche di ogni piattaforma, selezionare esclusivamente le più adatte per i nostri messaggi e adeguare la nostra comunicazione alle peculiarità di ognuna di esse.

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Creare contenuti visivi di qualità e redigere un calendario editoriale puntuale e ben strutturato sarà fondamentale per raggiungere i nostri obiettivi di amplificazione del messaggio e, soprattutto, di engagement della nostra audience.

Creare valore

Prima di chiedere, dai. 

Il crowdfunding non è solo richiesta, può e deve essere anche reciprocità. Molte startup decidono, ad esempio, di concedere particolari agevolazioni ai propri investitori sull’acquisto dei loro prodotti, oppure possono decidere di creare e distribuire contenuti di formazione che possano essere utili al proprio target di riferimento.

Il marketing della reciprocità crea relazione e distribuisce valore. Non parliamo infatti di gadget o del biglietto per gli auguri di Natale. 

Creare valore vuol dire ingaggiare il nostro pubblico distribuendo prodotti o contenuti che possano essere un reale vantaggio per chi entra in contatto con l’impresa e, allo stesso tempo, rappresentino una prova tangibile della qualità dei prodotti e del metodo aziendale.

Coinvolgimento e partecipazione

Sentirsi parte di qualcosa: è questa la chiave di volta che il crowdfunding utilizza per ingaggiare i propri investitori.

La condivisione di un progetto, di un ideale o della bigger picture innesca infatti il senso di partecipazione e la volontà di essere chiamati in prima persona a dare il proprio contributo.

Anche l’azienda tradizionale può imparare questa grande lezione e facilitare il coinvolgimento dei propri clienti attraverso sondaggi, la richiesta di feedback sui propri prodotti e chiedendo quali siano le loro esigenze e le aspettative.

Creare e diffondere report sulla responsabilità sociale d’impresa o sulle evoluzioni di un progetto sono altri modi per far sentire i clienti coinvolti in qualcosa di più grande in grado di rendere riconoscibile uno scopo.

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