Diversificare e valutare il rischio: ecco come scegliere i giusti investimenti in equity crowdfunding

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Scegliere il giusto progetto di equity crowdfunding non è sempre facile, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo degli investimenti. Per capire meglio come muoversi e quali valutazioni fare abbiamo intervistato Paolo Pescetto, CEO di I-RFK, il fondo specializzato in investimenti in piccole e medie imprese innovative italiane.


L’equity crowdfunding è una forma di investimento che sostiene direttamente l’economia reale. Secondo Lei qual è il ruolo dell’investitore in questo settore? 

Ritengo che il crowdfunding abbia permesso a molti investitori di accedere al mercato dell’economia reale direttamente portando molte novità, alcune positive ed altre che necessiteranno di future correzioni.

Tra gli elementi positivi ci sono i minori costi di transazione, minor complessità nella gestione degli investimenti diretti, ticket di investimento più bassi, digitalizzazione del processo di investimento e non necessità di presenza fisica presso il notaio per completare l’operazione.

Tra gli aspetti da correggere una forte variabilità di rischio tra le differenti offerte fatte tramite i portali, difficilmente percepibile dall’investitore che non abbia una adeguata preparazione per accedere a questo tipo di investimenti.

A tal proposito si pensi alla più recente normativa sul debt crowdfunding che impone alle emittenti di possedere un rating. Tale “certificazione” permette al sottoscrittore/investitore di avere una opinione di un ente terzo sulla bontà dell’emittente, cosa che non avviene nel caso dell’equity crowdfunding.

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Quali sono i fattori che un investitore dovrebbe tenere in considerazione per decidere di sostenere un progetto di finanziamento in equity crowdfunding?

Come dicevamo prima, non tutte le emittenti hanno un rischio sottostante uguale, mentre alla base della finanza il binomio rischio/rendimento è fondamentale. Mentre sul rendimento si dà ampio spazio alla pubblicazione dei business plan, sull’elemento rischio non ci sono report predeterminati. Ciò comporta che un investitore debba prendere le decisioni usando una sola leva di giudizio: è come chiedergli di percorrere una strada potendo girare il volante solo a destra, prima o poi va a sbattere da qualche parte! 

Non ho una soluzione, forse imporre il rating anche all’equity crowdfunding potrebbe risultare troppo costoso e distante dal principio del semplificare l’accesso agli investimenti. La presenza di un investitore istituzionale è stata la soluzione prescelta, ma forse andrebbe fatta qualcosa in più?


Nella sua esperienza, da cosa non può prescindere una valutazione affidabile di una startup o di una PMI innovativa?

Non è facile rispondere a questa domanda. Penso, con umiltà, che si debba ammettere che nessuno abbia la risposta: con I-RFK valutiamo parecchie startup e PMI innovative e abbiamo deciso di finanziare solo quelle che già fanno utili ed infatti ne finanziamo veramente poche, anche perché spesso il valore dei nostri investimenti va da un milione di euro in su, mentre l’approccio dell’investitore deve essere quello della diversificazione del rischio e dividere il proprio patrimonio di rischio almeno su dieci iniziative.

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Perché l’equity crowdfunding può essere preferibile ad altre forme di investimento?

Sicuramente dà la possibilità di maggiori ritorni sul capitale, anche dieci volte la somma investita in un arco di 3-5 anni, purtuttavia va sempre pesato sul rischio implicito. Un investimento in I-RFK ha l’obiettivo di rendimento del 30% l’anno, molto meno del mondo delle startup early stage, ma ha un rischio implicito estremamente più basso. Il nostro rating è B1 (colore verde) che significa investimento sicuro. Mentre una startup ha il 90% di possibilità di finire i propri soldi prima di arrivare ad un risultato, I-RFK ha il 90% di possibilità di raggiungere i target di rendimento promessi, quindi il rendimento pesato per il rischio nel caso di una startup è il 10% l’anno, mentre per I-RFK è del 27% l’anno.

Non vorrei essere stato troppo tecnico ma spero di aver reso l’idea che senza la valutazione del rischio un investitore ha le armi un po’ spuntate.

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Quali consigli darebbe a chi si affaccia per la prima volta al mondo degli investimenti in equity crowdfunding?

Consiglierei di farsi un portafoglio di iniziative “assaggiando” alcuni investimenti in startup, altri in aziende più consolidate e/o veicoli di investimento come I-RFK o la stessa Redfish Longterm o altri che sono sempre più frequentemente in raccolta sui portali. 

Non trascurerei neppure altre asset class di investimento come il debt crowdfunding: ad oggi rappresenta una ottima possibilità di impiego della liquidità a rischio più contenuto dell’equity, in questo caso dando un occhio al rating!

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