La guida completa per investire in equity crowdfunding.

Indice

Cosa serve sapere per investire in equity crowdfunding?

L’equity crowdfunding è una tipologia di investimento che impegna capitali privati, anche con piccole o piccolissime somme, nel finanziamento di realtà imprenditoriali come piccole o medie imprese (PMI) e startup. 

Il termine crowd sta ad indicare la possibilità che tali investimenti siano realizzati contemporaneamente da parte di una moltitudine di risparmiatori. Gli investimenti possono essere effettuati esclusivamente attraverso specifici portalionline autorizzati dalla Consob.

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Le caratteristiche dell’equity crowdfunding

Investire in equity crowdfunding vuol dire aderire a progetti imprenditoriali lontani dalla finanza speculativa e con un profondo radicamento nell’economia reale.La varietà di imprese e progetti finanziabili offre inoltre agli investitori un ottimo strumento di diversificazione del proprio portafoglio, con buone possibilità di ritorni nel medio-lungo periodo.

Diventare soci di startup e PMI

L’adesione a una campagna di equity crowdfunding comporta la sottoscrizione di quote del capitale sociale dell’azienda che si sceglie di sostenere. Detto in parole semplici, chi investe acquista delle quote dell’impresa, divenendone socio a tutti gli effetti.

L’investimento del singolo finanziatore non è però di per sé sufficiente. Affinché si diventi soci è infatti necessario che la campagna di equity crowdfunding vada a buon fine, ossia che venga raggiunto un obiettivo minimo di raccolta fissato prima dell’avvio della campagna stessa.

Altra condizione per la riuscita della campagna è che almeno il 5% del capitale investito provenga da un investitore professionale, una fondazione bancaria o un incubatore certificato, in ottemperanza a quanto previsto dal Regolamento Consob.

Qualora queste due condizioni non venissero soddisfatte la campagna non andrebbe a buon fine e gli importi verrebbero interamente restituiti agli investitori.

Come investire in equity crowdfunding

Iniziare a investire in equity crowdfunding è molto semplice anche per chi non fosse avvezzo a gestire un portafoglio di investimenti.

Anzitutto va sottolineato come le somme da investire possano essere anche piuttosto basse (nell’ordine di qualche centinaio di euro), limitando così il rischio connesso all’investimento stesso.

Nei regolamenti non esistono investimenti minimi da rispettare, anche se nella prassi può capitare che il soggetto promotore della campagna indichi una quota minima di sottoscrizione.

L’investimento può essere fatto direttamente senza l’ausilio di un intermediario finanziario, semplicemente scegliendo un progetto tra quelli presenti sui numerosi portali autorizzati dalla Consob.Una volta effettuata la sottoscrizione l’investitore mantiene inoltre il diritto di recesso: ci si può ripensare entro sette giorni e le somme impegnate verranno interamente restituite.

Leggi anche: Equity crowdfunding: perché investire e cosa sapere per farlo al meglio

Che tipo di investimento è quello in equity crowdfunding?

Come abbiamo visto, l’equity crowdfunding è una forma di investimento rivolo in favore di società non quotate. 

L’investimento in startup e PMI non quotate ha delle caratteristiche specifiche che ne definiscono, allo stesso tempo, potenzialità e rischi.

Sul piano delle potenzialità va sicuramente rilevato come gli investimenti in equity crowdfunding garantiscano generalmente delle elevate potenzialità di ritorno economico. A queste, come in ogni altra forma di investimento, si affiancano anche dei rischi, legati principalmente alle aziende più giovani e con un business meno consolidato. Per questo è sempre buona prassi diversificare quanto più possibile i propri investimenti in modo da minimizzare il rischio di perdite.

Va inoltre considerato che l’investimento in equity crowdfunding presuppone l’aspettarsi dei guadagni nel medio-lungo periodo. Le aziende oggetto di investimento necessitano infatti di tempo per affermarsi sul mercato o per diventare oggetto di future acquisizioni.Si tratta, infine, di una tipologia di investimento illiquido, ossia privo della capacità di rendere immediatamente vendibili (e quindi liquidabili) le quote societarie sottoscritte. In assenza di un mercato secondario strutturato la liquidazione delle quote viene spesso affidata a delle clausole di exit. Tuttavia, molto si sta muovendo da questo punto di vista e già si scorgono importanti segnali per la creazione di mercati secondari in grado di facilitare la compravendita di quote.

Leggi anche – Verso un mercato più maturo: mercati secondari e investitori professionali si affacciano all’equity crowdfunding

Come guadagnare con l’equity crowdfunding

Come accennato, investire in equity crowdfunding è molto semplice e allo stesso tempo sicuro, in quanto questa forma di investimento è sottoposto ad una rigida regolamentazione specifica.

Abbiamo già visto che gli investimenti in equity crowdfunding generano ritorni nel medio-lungo periodo, ma in che modo è possibile guadagnare investendo nei progetti imprenditoriali di PMI e startup?

Ci sono fondamentalmente tre modi per trarre profitto da un investimento in equity crowdfunding, vediamoli nel dettaglio.

Distribuzione dei dividendi. Si tratta di una forma di remunerazione possibile esclusivamente per chi abbia investito in piccole e medie imprese: le PMI, infatti, al momento della chiusura del bilancio, hanno la facoltà di procedere alla distribuzione degli utili.

La stessa possibilità non viene invece data alle startup, le quali sono tenute a non distribuire eventuali utili fintantoché mantengono tale status, ossia entro al massimo cinque anni dall’iscrizione nell’apposita sezione del Registro delle Imprese.

Plusvalenze. Nel caso di vendita della società in cui si è investito, o di quote di maggioranza di essa, gli investitori possono cedere le proprie quote ad un prezzo maggiorato rispetto a quello di acquisto, realizzando quindi delle plusvalenze, recentemente detassate dal Decreto Sostegni Bis.

Leggi anche – Decreto Sostegni Bis: in arrivo nuove agevolazioni per Startup e PMI innovative

Quotazione in borsa. In assenza di un mercato secondario strutturato per l’equity crowdfunding, la quotazione in borsa della società finanziata rappresenta l’occasione per procedere ad una classica compravendita di quote, permettendo anche in questo caso di realizzare delle plusvalenze e ottenere quindi un ritorno positivo sull’investimento iniziale.

Leggi anche: Come guadagnare con l’equity crowdfunding

Il Regolamento Consob

L’Italia è stato il primo dei paesi europei a dotarsi di una regolamentazione specifica relativa all’equity crowdfunding.

Il tessuto produttivo italiano è infatti costellato di piccole e medie imprese che spesso hanno difficoltà ad accedere al credito attraverso i canali tradizionali. Per questo l’equity crowdfunding è stato da subito vissuto come un canale alternativo di finanziamento particolarmente adatto alle realtà imprenditoriali italiane.

Gli investimenti in equity crowdfunding sono stati autorizzati per la prima volta dal decreto 179/2012, nel quale si richiamava alla necessità di una regolamentazione specifica della cui realizzazione è stata incaricata la Consob.Il 26 giugno del 2013 è stato così ufficialmente varata il Regolamento sull’equity crowdfunding, il cui scopo principale è quello di tutelare gli investitori fornendo loro elementi di trasparenza e consapevolezza circa le operazioni di investimento, nonché una serie di protezioni a garanzia anche degli investitori meno esperti.

Leggi anche – Equity crowdfunding e regolamento CONSOB: tutto quello che c’è da sapere

Cosa prevede il Regolamento Consob sull’equity crowdfunding.

Il Regolamento stabilisce anzitutto che qualsiasi proposta di investimento in equity crowdfunding possa essere fatta esclusivamente attraverso dei portali online vigilati e autorizzati dalla Consob, e per questo iscritti in un apposito elenco disponibile sul sito dell’Autorità.

Per ogni proposta di investimento le piattaforme sono inoltre tenute a fornire delle schede informative relative all’azienda oggetto di finanziamento, sui costi, gli obiettivi della raccolta e i rischi ad essa associati.

Il Regolamento prevede inoltre che la transazione economica per l’investimento non avvenga direttamente sui portali, ma debba essere perfezionata avvalendosi attraverso una banca o un’impresa di investimento, la quale dovrà poi rispettare ulteriori obblighi informativi nei confronti dell’investitore.

Viene poi sempre garantito il diritto di recesso, sia in caso di ripensamento che nel caso in cui tra il momento dell’adesione all’offerta e quello della sua finalizzazione siano intervenuti degli elementi che possano aver compromesso la decisione di investire.Da ultimo, ai portali viene affidato il compito di controllare che al momento della chiusura delle offerte siano state rispettate tutte le condizioni indicate nell’informativa e che almeno il 5% delle somme derivi da investitori professionali, così come previsto dal Regolamento.

Leggi anche – Equity crowdfunding: guida agli investitori professionali

A partire dal 2019 la Legge di Bilancio ha introdotto alcune novità che hanno determinato alcune modifiche al Regolamento sull’equity crowdfunding. In particolare, è stata data alle PMI la possibilità di emettere bond e mini-bond per il tramite dei portali autorizzati.

Agevolazioni fiscali

L’investimento in equity crowdfunding può rivelarsi particolarmente vantaggioso anche grazie ai guadagni indiretti di cui possono beneficiare gli investitori. È il caso, ad esempio, delle numerose agevolazioni fiscali previste in favore di chi investe.

Leggi anche – Investire in equity crowdfunding conviene. Ecco la guida completa a tutte le agevolazioni fiscali.

Recentemente le misure agevolative sono state ulteriormente rinforzate, a testimonianza dell’importanza riconosciuto al settore dell’innovazione, con startup e PMI innovative, e a quello della piccola e media imprenditoria in generale.

Leggi anche – Decreto Sostegni Bis: in arrivo nuove agevolazioni per Startup e PMI innovative

A titolo esemplificativo, la detrazione d’imposta per gli investimenti in equity crowdfunding è stata portata dal 30 al 50% co un tetto massimo di detraibilità di 100.000 euro per gli investimenti a favore delle startup e di 300.000 per quelli destinati alle PMI.
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THE COMPLETE GUIDE TO INVESTING IN EQUITY CROWDFUNDING.

What you need to know to invest in equity crowdfunding?

Equity crowdfunding is a type of investment that commits private capital, even with small or very small amounts, in the financing of entrepreneurial realities such as small or medium-sized enterprises (SMEs) and startups. 

The term crowd indicates the possibility that such investments are made simultaneously by a multitude of savers. Investments can only be made through specific online portals authorized by Consob

The characteristics of equity crowdfunding

Investing in equity crowdfunding means adhering to entrepreneurial projects far from speculative finance and with deep roots in the real economy. The variety of companies and projects that can be financed also offers investors an excellent tool to diversify their portfolios, with good chances of returns in the medium to long term.

Becoming partners of startups and SMEs

Joining an equity crowdfunding campaign involves subscribing to shares in the share capital of the company you choose to support. In simple words, whoever invests buys shares in the company, becoming a full partner.

How to invest in equity crowdfunding

Starting to invest in equity crowdfunding is very simple even for those who are not accustomed to managing a portfolio of investments.

First of all, it should be noted that the amounts to be invested can be quite low (a few hundred euros), thus limiting the risk associated with the investment itself.

In the regulations there are no minimum investments to be respected, even if in practice it may happen that the promoter of the campaign indicates a minimum.

The investment can be made directly without the aid of a financial intermediary, simply by choosing a project from those present on the numerous portals authorized by the financial authority of the base country. Once the investment has been made, the investor also retains the right of withdrawal: he can reconsider within seven days and the sums committed will be entirely returned.

What kind of investment is equity crowdfunding?

As we have seen, equity crowdfunding is a form of investment aimed at unlisted companies. 

Investment in unlisted startups and SMEs has specific characteristics that define, at the same time, its potential and risks.

In terms of potential, it should certainly be noted that equity crowdfunding investments generally guarantee high potential returns. As in any other form of investment, there are also risks, mainly linked to younger companies with a less consolidated business. For this reason, it is always good practice to diversify your investments as much as possible in order to minimize the risk of losses.

It should also be considered that investment in equity crowdfunding presupposes the expectation of medium to long-term earnings. Finally, this is a type of illiquid investment, i.e., lacking the ability to make the company shares acquired immediately sellable (and therefore liquidable). In the absence of a structured secondary market, the liquidation of quotas is often entrusted to exit clauses. However, much is being done from this point of view and there are already important signs for the creation of secondary markets able to facilitate the purchase and sale of shares.

How to earn with equity crowdfunding

As mentioned, investing in equity crowdfunding is very simple and at the same time safe, as this form of investment is subject to strict specific regulations.

We have already seen that equity crowdfunding investments generate returns in the medium to long term, but how can you earn by investing in the entrepreneurial projects of SMEs and startups?

There are basically three ways to profit from an equity crowdfunding investment, let’s see them in detail.

Dividend distribution (Italian regulation) This is a form of remuneration that is only possible for those who have invested in small and medium-sized enterprises: SMEs, in fact, at the time of the closure of the balance sheet, have the right to proceed to the distribution of profits.

The same possibility is not given to start-ups, which are obliged not to distribute any profits as long as they maintain this status, i.e., within a maximum of five years from registration in the appropriate section of the Register of Companies.

Capital gains (Italian regulation) In the event of the sale of the company in which one has invested, or of majority stakes in it, investors can sell their shares at a higher price than the purchase price, thus realizing capital gains, recently deducted by the “Decreto Sostegni Bis”.

Listing on the stock exchange (Italian regulation) In the absence of a structured secondary market for equity crowdfunding, the listing of the financed company on the stock exchange represents the opportunity to proceed with a classic purchase and sale of shares, allowing also in this case to realize capital gains and therefore obtain a positive return on the initial investment.

Italian Consob Regulation

Italy was the first European country to adopt specific regulations on equity crowdfunding.

The Italian productive fabric is in fact dotted with small and medium-sized companies that often have difficulty in accessing credit through traditional channels. For this reason, equity crowdfunding was immediately seen as an alternative channel of financing particularly suitable for Italian businesses.

Equity crowdfunding investments have been authorized for the first time by the decree 179/2012, which recalled the need for a specific regulation whose realization has been entrusted to Consob. On June 26, 2013 the Regulation on equity crowdfunding has been officially launched, whose main purpose is to protect investors by providing them with elements of transparency and awareness about the investment operations, as well as a series of protections to guarantee even less experienced investors.

What does the Italian Consob Regulation on equity crowdfunding provide for?

First of all, the Regulation establishes that any investment proposal in equity crowdfunding can only be made through online portals supervised and authorized by Consob, and for this reason registered in a special list available on the Authority’s website.

For each investment proposal the platforms are also required to provide information sheets on the company being financed, the costs, the objectives of the collection and the risks associated with it.

The Regulation also envisages that the economic transaction for the investment does not take place directly on the portals, but must be completed through a bank or an investment company, which must then comply with further information obligations towards the investor.

Finally, the portals are entrusted with the task of checking that at the moment of closing of the offers all the conditions indicated in the information notice have been respected and that at least 5% of the sums come from professional investors, as foreseen by the Regulations.

Starting in 2019, the Budget Law introduced some novelties that resulted in some changes to the Equity Crowdfunding Regulation. In particular, SMEs were given the opportunity to issue bonds and mini-bonds through authorized portals.

Tax breaks (Italian regulation)

Investment in equity crowdfunding can also be particularly advantageous thanks to the indirect earnings from which investors can benefit. This is the case, for example, of the numerous tax breaks provided in favour of those who invest.

Recently, the facilitation measures have been further reinforced, reflecting the importance recognized to the innovation sector, with innovative startups and SMEs, and to small and medium-sized businesses in general.

For example, the tax deduction for equity crowdfunding investments has been increased from 30% to 50% with a maximum deductible amount of €100,000 for investments in startups and €300,000 for those intended for SMEs.

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